Cosa sono i prestiti personali cattivi pagatori e chi li concede
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Redazione Tipresto
Pubblicato il: 21/12/2021
Tempo di lettura: 7 minuti
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Cosa sono i prestiti personali cattivi pagatori e chi li concede

Nel mondo dei finanziamenti un errore costa caro, specie quando si parla di ritardi nel pagamento delle rate. Basta poco per ritrovarsi segnalati nei database SIC (Sistemi di Informazioni Creditizie) e CRIF come cattivi pagatori. Uno status che rende particolarmente difficile l’accesso a nuovo credito, a meno di non ricorrere a prodotti finanziari specifici, ovvero i prestiti personali cattivi pagatori.

Si tratta di prestiti personali pensati in maniera specifica per chi ha avuto difficoltà con il rimborso dei passati finanziamenti. Coniugando le esigenze di liquidità dei richiedenti con la necessità di tutela dell’ente di credito, prevedono garanzie particolari e non sempre applicate nei comuni prestiti personali.

In questo modo i cattivi pagatori riescono ad ottenere credito con procedure relativamente semplici, grazie a meccanismi che mettono in secondo piano lo scarso merito creditizio del richiedente. Ma entriamo nel dettaglio e vediamo a chi si rivolgono e come funzionano i prestiti personali cattivi pagatori e perché la cessione del quinto è l’opzione più gettonata.

 

Sommario

Quali sono i vantaggi dei prestiti a cattivi pagatori e chi può ottenerli

Studiati per rispondere alle necessità finanziarie dei contribuenti con una scarsa affidabilità finanziaria, i finanziamenti per cattivi pagatori consentono anche a chi è segnalato nei database SIC e CRIF di ottenere somme relativamente alte, a condizioni di rimborso non troppo onerose. Ricorrendo ai tradizionali prestiti personali, infatti, cattivi pagatori e protestati tendono a incontrare difficoltà nell’accesso al credito. 

Nello specifico, quando parliamo di prestiti personali cattivi pagatori il pubblico di riferimento è composto da due categorie:

  • chi ha subito un protesto;
  • chi ha avuto ritardi nel rimborso di un passato finanziamento.

Nel primo caso si tratta di protestati, nel secondo di cattivi pagatori. Due categorie che hanno possibilità differenti di ottenere un nuovo finanziamento, con una maggiore probabilità di soddisfazione per le richieste avanzate dai cattivi pagatori.

Sì, perché il ritardo nel pagamento di una o più rate è considerata una mancanza meno grave rispetto ad un protesto, che si realizza quando il beneficiario del prestito non è in grado di rimborsare il finanziamento. I soggetti bollati con lo status di protestato infatti sono stati coinvolti in procedure di pignoramento e sono risultati insolventi nei confronti dell’ente di credito che, in passato, ha concesso loro un prestito.

È chiaro quindi perché banche e società finanziarie per cattivi pagatori tendono a richiedere maggiori garanzie ai protestati. Oltre naturalmente a valutare la richiesta di finanziamento alla luce di un’analisi della posizione creditizia del richiedente e dell’affidabilità attribuita allo stesso. Una procedura in cui il primo passo è la consultazione dei database contenenti le informazioni creditizie.

Queste banche dati sono aggiornate costantemente dagli enti di credito e conservano i dati di quanti hanno avuto problemi finanziari per un periodo variabile, che non può comunque eccedere 36 mesi (che decorrono dal momento in cui la posizione sisulti sanata). 

Finanziamenti a cattivi pagatori: le garanzie richieste da banche e finanziarie

Come ottenere un finanziamento se si è cattivi pagatori? Esistono diversi tipi di prestiti personali cattivi pagatori, le cui condizioni variano in funzione del tipo di garanzia richiesta. Tutti hanno però in comune la necessità di presentare alla banca o società finanziaria elementi sufficienti a tutelarsi dal rischio di insolvenza, nonostante lo scarso merito creditizio del richiedente.

Senza dubbio uno dei prestiti a cattivi pagatori più apprezzati è il finanziamento su cessione del quinto, che prevedendo il rimborso tramite decurtazione della rata alla fonte, garantisce la banca dal rischio di insolvenza. Inoltre prevede la sottoscrizione di polizze assicurative obbligatorie, contro il rischio impiego e il rischio vita. Coperture che da un lato tutelano il richiedente e che dall’altro servono a fornire una garanzia alla banca che eroga il finanziamento. Tra i vantaggi del prodotto ci sono la possibilità di ricorrere alla cessione del quinto sia per i pensionati che per i lavoratori dipendenti

Simile il meccanismo che regola i prestiti personali a cattivi pagatori con delega di pagamento. Il prestito delega ricalca infatti i meccanismi della cessione del quinto, con le differenze sostanziali di essere riservato solo ai lavoratori dipendenti (sono esclusi i pensionati) e di essere soggetto all’accettazione del datore di lavoro. Mentre la cessione del quinto rappresenta invece un diritto per il lavoratore, e di conseguenza l’azienda presso cui è assunto non può esimersi dal ruolo di intermediario con la banca.

Va inoltre specificato che i prestiti personali cattivi pagatori con delega di pagamento presuppongono un accordo tra l’azienda datrice di lavoro e la banca che eroga il finanziamento. Inoltre, ricorrendo a questa soluzione il beneficiario arriva a cedere fino ai due quinti (40%) dello stipendio netto. Ragione per cui il prestito delega, detto anche doppio quinto, consente di ottenere importanti iniezioni di liquidità.

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Come ottenere prestiti personali cattivi pagatori senza cessione del quinto

Ci sono però soggetti che non possono contare su una pensione o una busta paga da cui detrarre direttamente la rata. Per questi l’unica soluzione di accesso al credito è rappresentata dai prestiti personali per cattivi pagatori senza cessione del quinto. Di cosa si tratta? In teoria esistono diversi prodotti che rientrano in questa categoria di finanziamenti, ma in realtà difficilmente si ottiene un finanziamento per chi ha avuto problemi nel rimborso di passati finanziamenti.

Sì, perché anche se in teoria i prestiti personali con garante non richiederebbero necessariamente una storia creditizia impeccabile, in pratica banche e società finanziarie non sono disposte a rischiare. E i cattivi pagatori sono catalogati come soggetti ad alto rischio, a cui generalmente si concede credito solo a fronte di forti garanzie, ovvero quelle fornite dalla cessione del quinto.

In linea teorica sono accessibili anche i prestiti con cambiali, ma di fatto sono un’opzione difficile da trovare e talvolta poco conveniente. Non solo perché più costosi dei comuni prestiti personali, ma anche perché difficilmente vengono concessi. Si tratta infatti di linee di credito erogate solo da finanziarie specializzate in questo genere di prodotti.

Banche e società finanziarie possono comunque richiedere la presentazione di garanzie alternative alla cambializzazione delle rate. A seconda del merito creditizio del richiedente, a fronte di un reddito fisso dimostrabile è possibile ottenere prestiti personali cattivi pagatori ricorrendo ad un garante, oppure attivando un’ipoteca su beni di proprietà.

In alcuni casi è possibile anche il ricorso a diritti di pegno, ma si tratta di una pratica ormai in disuso. Difficilmente linee di credito di questo genere sono accordate ai protestati, ma potrebbe essere una soluzione per i cattivi pagatori che hanno accumulato solo ritardi nei pagamenti. Categoria per cui comunque la cessione del quinto è la scelta migliore.

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Chi eroga prestiti anche a cattivi pagatori? Ecco a chi rivolgersi

Nelle loro varie forme, i prestiti personali cattivi pagatori sono piuttosto diffusi. Specie per quanto riguarda la cessione del quinto e il prestito delega. La questione diventa invece più complessa quando si tratta di un prestito personale cattivi pagatori con cambiali. Questo genere di finanziamento può essere concesso sia da una banca che da una società finanziaria, ma spesso solo istituti specializzati in questo segmento li accordano.

Estremamente improbabile l’erogazione di finanziamenti personali con garanzie aggiuntive, come firma del garante e sottoscrizione di polizze assicurative. Forme di tutela che solitamente gli istituti di credito non giudicano adeguate a compensare i rischi derivanti da un prestito a un cattivo pagatore.

Ragione per cui il richiedente che non può contare su una busta paga o una pensione e non intende avventurarsi nei prestiti con cambiali (sempre ammesso che riesca a trovare una finanziaria disposta a concederli) dovrebbe rinunciare all’idea di un finanziamento. Meglio invece cercare di eliminare lo status di cattivo pagatore dal proprio profilo registrato nei database di SIC (Sistemi di Informazioni Creditizie) e CRIF. Una procedura che richiede tempistiche diverse a seconda dei casi, ma che comunque consentirà di ottenere poi un finanziamento a condizioni accettabili.

Ecco perché prima di presentare una o più richieste di finanziamenti a cattivi pagatori è consigliabile confrontarsi con un consulente finanziario. Uno specialista del settore in grado di indicare al cliente quali sono gli istituti che con maggiore probabilità saranno disposti ad erogare il finanziamento, scongiurando quindi gli inconvenienti derivanti da un prestito rifiutato. 

Non solo. Ricorrere ad un consulente finanziario significa anche affidarsi ad una figura capace di valutare l’adeguatezza delle garanzie in possesso del richiedente. E, nel caso non siano sufficienti, trovare delle soluzioni alternative per fornire alla banca una tutela sufficiente, in modo da ottenere il credito richiesto.

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