Prestito dipendente: la guida su requisiti, vantaggi e opportunità di risparmio
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Redazione Tipresto
Pubblicato il: 15/11/2021
Tempo di lettura: 5 minuti
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Prestito dipendente: la guida su requisiti, vantaggi e opportunità di risparmio

Sono davvero tante le circostanze che portano alla richiesta di un finanziamento. E gli scenari cambiano in misura rilevante a seconda delle garanzie che vengono fornite all’ente erogatore. Per i dipendenti, sia pubblici che privati, le procedure diventano più semplici, merito del loro reddito dimostrabile. Ma quali sono le effettive opportunità che si configurano nell’ambito del prestito dipendente e quali i requisiti previsti da banche e finanziarie? Facciamo chiarezza.

 

 

 

 

Prestiti dipendenti pubblici e privati: i requisiti fondamentali 

Il prestito dipendente (inteso sia pubblico che privato) è solitamente non finalizzato. Cosa significa? Che la liquidità conseguita può essere utilizzata come lo si ritiene opportuno, senza dover giustificare la finalità all’ente erogatore. Una libertà che permette di gestire qualunque spesa. 

Quali sono i requisiti fondamentali?

  • Il richiedente deve essere maggiorenne;
  • Devono essere presentati i documenti che certificano il reddito del dipendente. Facciamo riferimento, in particolare, alla busta paga e al modello CU.

Qualora le circostanze lo richiedano, è possibile aggiungere ai requisiti la figura del garante. Il suo ruolo è quello di fornire una forma di ulteriore garanzia funzionale all’ottenimento della liquidità. Non si tratta di un requisito essenziale, ma di un aspetto che va ad aggiungersi se il profilo del richiedente non appare sufficientemente affidabile dalla prospettiva dell’istituto bancario. 

Il garante interviene, dal punto di vista tecnico, quando il richiedente dei prestiti dipendenti privati è percepito come poco affidabile. Sono tante le circostanze pertinenti: dipendenti che hanno attivato più linee di credito, limitata anzianità lavorativa, richieste di importi elevati o l’assenza di storico finanziario nelle banche dati. 

Per quanto riguarda gli aspetti opzionali dei finanziamenti a dipendenti privati e pubblici, non va sottovalutata la presenza di una polizza assicurativa. Questa può essere sottoscritta dal dipendente per approfittare di una tutela nell’eventualità di scenari imprevisti. Circostanze infauste: dalla perdita del lavoro al decesso, passando per malattie gravi e inabilità. In alcuni casi sono gli istituti a proporre la polizza come garanzia aggiuntiva ma bisogna tener conto che tali polizze, sul prestito personale, non sono mai obbligatorie. 

Pur disponendo dei requisiti essenziali, il dipendente ha la certezza di vedersi accettata la sua richiesta di finanziamento? No, dipende dall’entità della rata. Se troppo alta, la domanda può essere rifiutata. 

Non è prevista una regola universale. Tuttavia solitamente gli istituti di credito non accettano le richieste di prestito dipendente in cui la rata eccede la soglia del 30% rispetto alla busta paga netta.

Come farsi accettare prestiti a dipendenti? La consulenza dei professionisti 

Se si vuole accrescere la probabilità di vedersi accettata la richiesta, sia che si tratti di prestiti dipendenti pubblici o privati, la soluzione raccomandata è il supporto di un consulente del credito. Di cosa si occupa?  Si tratta di un esperto che fornisce un prezioso parere tecnico e aiuta il consumatore nel reperimento dei documenti previsti. Non solo. 

Viene assicurata un’assistenza anche nella valutazione delle garanzie. È più facile quindi comprendere se le garanzie sono sufficienti per il finanziamento desiderato o se ne servono di aggiuntive (come ad esempio la presenza del garante). Stiamo parlando di una figura professionale molto importante per ridurre il rischio di vedersi rifiutata la domanda di accesso al credito. 

Evitare il rifiuto della richiesta del prestito dipendente è un aspetto rilevante. Il perché è semplice. In seguito alla non approvazione, il soggetto viene segnalato nei database SIC e CRIF per 30 giorni. Nel corso di questo periodo, cercare di ottenere un finanziamento è ancora più complesso.

I vantaggi dei prestiti dipendenti statali e privati 

Quali sono i principali vantaggi del prestito dipendente? 

  • La liquidità conseguita può essere impiegata per qualunque genere di spesa;
  • Il finanziamento può essere ottenuto anche se sono attivi altri prestiti;
  • Possono aggiungersi alle garanzie fondamentali ulteriori fattori a supporto del cliente: dalla polizza assicurativa al garante.

Per trovare la soluzione più vantaggiosa, nell’ambito dei prestiti dipendenti statali e privati, è imprescindibile un’attenta valutazione di TAN (Tasso Annuo Nominale) e TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale). Il primo è il tasso di interesse pertinente il capitale finanziato. È un fattore impiegato per definire la quota di interesse da corrispondere alla banca. 

Il TAEG, invece, esprime il costo globale del prestito dipendente. Al suo interno troviamo infatti gli oneri accessori, dai costi di istruttoria a quelli assicurativi. Conviene, in ogni caso, prestare grande attenzione alle voci di spesa indicate. La sostenibilità del piano di rimborso è cruciale per il cliente, soprattutto quando il progetto di restituzione del credito si protrae per vari anni.

Il piano di ammortamento del prestito lavoratore dipendente

Un altro elemento prezioso per valutare l’effettiva convenienza dei finanziamenti per i dipendenti è il piano di ammortamento. Qual è l’importo massimo finanziabile? Solitamente non eccedono la soglia dei 30mila euro, ma possono toccare anche i 50-60.000 euro. 

Il periodo di rimborso del prestito dipendente invece va ad articolarsi all’interno di un intervallo temporale solitamente compreso tra i 12 e 120 mesi, ovvero da uno a 10 anni.  Il rimborso si realizza con addebito delle rate sul conto corrente, sebbene in alcuni casi il cliente possa utilizzare i bollettini postali.  

Qualora dovesse determinarsi un ritardo nel pagamento di una rata o, peggio ancora, si verificasse il mancato pagamento, sono previsti specifici scenari per il debitore. Nel primo caso (ritardo), la banca a cui fa riferimento il prestito lavoratore dipendente inoltra al cliente il “preavviso di iscrizione”. È una comunicazione che sottolinea il rischio di segnalazione presso le Centrali Rischi. 

Se invece si produce il mancato pagamento, l’istituto può provvedere a recedere dal contratto prestito personale dipendente.

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