A chi si rivolge l’anticipo liquidazione dipendenti pubblici: beneficiari ed esclusi
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Pubblicato il: 06/12/2021
Tempo di lettura: 4 minuti
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A chi si rivolge l’anticipo liquidazione dipendenti pubblici: beneficiari ed esclusi

Accessibile sia nella formula di finanziamento agevolato (con un massimo di 45.000 euro) sia come prestito ordinario, l’anticipo TFS/TFR è un’opportunità riservata ai lavoratori a riposo del settore pubblico. Una formula di accesso al credito molto particolare, perché garantita dal diritto alla liquidazione e regolata da specifiche norme. Ma chi sono gli effettivi beneficiari dell’anticipo liquidazione dipendenti pubblici?

Per rispondere a questa domanda è necessario anzitutto chiarire chi sono i dipendenti pubblici, perchè spesso vengono confusi con i dipendenti statali. E sebbene entrambi lavorino per lo Stato italiano, svolgono attività molto diverse.

In particolare, sono definiti dipendenti pubblici i lavoratori assunti presso gli enti pubblici: soggetti giuridici impegnati a favorire il benessere economico e sociale dello Stato, quali Regioni, Provincie, Comuni e Aree Metropolitane.

Rientrano quindi nella categoria dei dipendenti pubblici tutti i soggetti assunti presso i suddetti enti, come anche quelli che lavorano per altre amministrazioni pubbliche. Ad esempio:

  • Comunità montane, isolane o d'arcipelago;
  • Aziende sanitarie locali;
  • Ospedali;
  • Policlinici universitari;
  • Enti di ricerca;
  • Camere di commercio.

Fa parte dei dipendenti pubblici anche il personale di Polizia Municipale e Locale. Mentre quanti lavorano presso Ministeri, scuole e Forze dell’Ordine sono classificati come dipendenti statali e sono quindi soggetti a regole per l’anticipo TFS/TFR leggermente diverse. Specie per quanto riguarda le esclusioni dalla platea dei beneficiari dell’acconto liquidazione dipendenti pubblici.

Sommario

Chi può ottenere l’anticipo TFS dipendenti pubblici

Una volta definito quali lavoratori rientrano nella categoria dei dipendenti pubblici, passiamo all’individuazione dei beneficiari dell’anticipo sul TFS o TFR. A tal proposito l’Accordo Quadro sottoscritto da ABI, Inps e i Ministeri competenti riconosce la possibilità di ottenere credito a tasso agevolato agli ex dipendenti pubblici che hanno accesso a:

  • Quota 100;
  • Pensione anticipata;
  • Pensione di vecchiaia.

Le leggi e i regolamenti che regolano l’anticipo liquidazione dipendenti pubblici fanno riferimento, sempre per l’individuazione dei beneficiari, ai lavoratori che maturano i requisiti per la pensione secondo due specifici riferimenti normativi. In particolare, l’Accordo Quadro e la circolare Inps anticipo TFS dipendenti pubblici indicano il decreto-legge n. 4/2019 (che introduce la Quota 100) e il decreto-legge n. 201 del 6 dicembre 2011.

Non sono quindi tra i beneficiari dell’anticipo TFS dipendenti pubblici:

  • quanti cessano dal servizio senza diritto alla pensione;
  • i dipendenti pubblici che accedono alla pensione sulla base di requisiti previsti da normative diverse da quelle indicate nelle righe precedenti.

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TFS e TFR dipendenti pubblici anticipo con cessione ordinaria

Va comunque ricordato che l’Accordo Quadro riguarda i soli finanziamenti di anticipo buonuscita dipendenti pubblici a tasso agevolato. Di conseguenza, quanti non rientrano in questa platea di beneficiari ma hanno comunque lo status di dipendenti pubblici, possono richiedere l’anticipo TFS/TFR a tasso di mercato rivolgendosi sia agli istituti che hanno aderito all'accordo e sia agli istituti che non hanno aderito.

Come ribadito anche dalla circolare Inps anticipo TFS dipendenti pubblici n. 130 del 17 novembre 2020, tutti i dipendenti del settore pubblico mantengono il diritto di cedere il proprio TFS/TFR, in misura parziale o totale, a qualsiasi banca. A stabilirlo è il decreto del Presidente della Repubblica n. 180 del 5 gennaio 1950.

L’anticipo liquidazione dipendenti pubblici rappresenta quindi una strada percorribile per ogni lavoratore che cessa il lavoro con diritto alla pensione. Un’opzione da non sottovalutare, perché oltre a non avere le limitazioni in termini di beneficiari che presenta l’anticipo TFS/TFR in convenzione, consente anche l’erogazione dell’indennità oltre 45.000 euro

Sì, perché ricorrendo all’anticipo a tasso agevolato il dipendente pubblico a riposo ha la certezza di accorciare i tempi di liquidazione dell’indennità, ma non di ottenerla in misura totale. Il regolamento per l’erogazione impone infatti il suddetto limite. Importo massimo che non sono tenute a rispettare né le banche non aderenti all’Accordo né le banche che lo hanno sottoscritto quando operano al di fuori dei parametri della convenzione.

In questo modo si ottiene semplicemente il 100% del TFS/TFR, seppur affrontando un interesse maggiore rispetto a quello previsto per l’anticipo in convenzione. Solitamente però, proprio come per i finanziamenti in convenzione, non sono previste ulteriori spese, ad eccezione di quelle per l’estinzione anticipata.

Come trovare l’offerta di anticipo liquidazione dipendenti pubblici più conveniente? La valutazione va condotta con il supporto di un consulente del credito. Tenendo conto sia delle proposte di anticipo con cessione ordinaria sul mercato, sia dei vantaggi del finanziamento a tasso agevolato.

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