Anticipo TFR Poste Italiane: ente erogatore e procedura
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Redazione Tipresto
Pubblicato il: 14/09/2022
Tempo di lettura: 2 minuti
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Anticipo TFR Poste Italiane: ente erogatore e procedura

Per accedere al prestito di anticipo TFS il pensionato deve interfacciarsi a due enti. Il primo è la banca o finanziaria che concede il prestito. Il secondo è l’ente erogatore, ovvero quello che si occupa di versare il TFS o TFR al lavoratore. Generalmente questo secondo ruolo è interpretato dall’Inps, ma ci sono scenari in cui a fare da ente erogatore è l’Amministrazione datrice di lavoro. È il caso ad esempio dell’anticipo TFR Poste Italiane.

Sì, perché a differenza di quanto accade comunemente, il dipendente postale che va in pensione e desidera ottenere un anticipo del TFR spettante deve interfacciarsi al Fondo Buonuscita Poste Italiane. Questo è stato accreditato seguendo la relativa procedura stabilita dal Dipartimento della Funzione Pubblica, accessibile dal portale lavoropubblico.gov.it.

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Richiesta TFR Poste Italiane anticipo: la procedura da seguire passo dopo passo

Chiarito che l’ente erogatore del TFS per i pensionati postali è il Fondo Buonuscita Poste Italiane, una domanda sorge spontanea: cosa deve fare il richiedente per ottenere il prestito di anticipo? Le procedure per la concessione del prestito dui anticipo TFS sono analoghe a quelle previste per i pensionati che fanno riferimento all’Inps.

Il pensionato deve anzitutto richiedere il rilascio della certificazione di anticipo TFS/TFR, ovvero il certificato di Quantificazione TFS/TFR, documento indispensabile per l’anticipo TFR Poste Italiane. La procedura per la presentazione dell’istanza viene resa nota dall’ente erogatore e generalmente si svolge per via telematica.

Ricevuta la richiesta, l’ente erogatore ha il compito di produrre il suddetto documento entro un massimo di 90 giorni dalla data di ricezione dell’istanza. La Quantificazione deve contenere, come stabilito per legge, le seguenti informazioni:

  • il numero di versamenti previsti per l’erogazione del TFS, con indicazione delle relative date per il riconoscimento dell’indennità.
  • La presenza di eventuali precedenti cessioni dell’indennità, con indicazione delle somme concesse e altre specifiche tecniche.
  • L’indirizzo PEC per la ricezione delle comunicazioni necessarie al compimento della procedura di anticipo TFR Poste Italiane.

Dopo aver ottenuto il certificato di Quantificazione TFS, il pensionato deve trasmetterla all’ente di credito prescelto per l’operazione di anticipo. La domanda di anticipo TFR Poste Italiane passa quindi alla banca, indipendentemente che si tratti di anticipo con tasso di mercato o con tasso agevolato (fino a 45.000 euro).

Una volta effettuate le verifiche di rito, l’ente di credito presenta quindi al pensionato il contratto di prestito per anticipo TFS/TFR. A questo punto non resta che attendere le comunicazioni tra ente di credito ed ente erogatore e il rilascio da parte di quest’ultimo della presa d’atto. Entro 15 giorni dalla ricezione del documento, la banca eroga il denaro in favore del pensionato.

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