Chi può chiedere anticipo TFR TFS: requisiti dipendenti pubblici e statali
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Redazione Tipresto
Pubblicato il: 26/11/2021
Tempo di lettura: 3 minuti
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Chi può chiedere anticipo TFR TFS: requisiti dipendenti pubblici e statali

Rivolto agli ex lavoratori pubblici e statali, l’anticipo TFS/TFR è una forma di finanziamento che consente di ottenere la liquidazione senza dover attendere i tempi tecnici di erogazione da parte dellINPS. Hanno diritto a chiedere anticipo TFR/ TFS i lavoratori pubblici e statali in possesso dei requisiti per il pensionamento.

Sommario

Chi può presentare la richiesta TFR anticipato

Nello specifico, il finanziamento può essere richiesto da titolari di pensione anticipata, pensione di vecchiaia o pensione tramite Quota 100. Soggetti che, ricorrendo all’anticipo TFS/TFR ottengono nell’arco di qualche mese l’indennità (in misura parziale o totale) per cui avrebbero altrimenti dovuto attendere dai 2 ai 7 anni circa. In particolare riferimento per chi beneficia della Quota 100, che maturerebbe il diritto all’erogazione del Trattamento di Fine Servizio o Fine Rapporto, solo con il raggiungimento dei requisiti richiesti per il pensionamento tramite il trattamento di vecchiaia o anticipato.

È evidente quindi che, il requisito principale per accedere all’anticipo del TFS/TFR è il pensionamento. Se si pensa che, per accorciare i tempi di richiesta TFR anticipato e di lavorazione della pratica di finanziamento, sia possibile presentare la documentazione anagrafica e diversi altri allegati prima della pensione, ci si sbaglia di grosso. Non è possibile infatti, attivare in anticipo alcuna richiesta di finanziamento senza essere ufficialmente in pensione. Presentare una richiesta senza aver maturato i requisiti minimi, si tradurrebbe in una bocciatura assicurata della pratica.

Quando ci si interroga su come chiedere anticipo TFR/ TFS è quindi essenziale avere la certezza di rientrare nella platea dei beneficiari. Quanto alle condizioni applicate dalla banca, variano a seconda che abbia o meno aderito all’Accordo Quadro di cui all’articolo 23 del decreto-legge n. 4 del 28 gennaio 2019 o meno.

Le banche aderenti prevedono un tasso di interesse agevolato ed erogano al massimo 45.000 euro, senza applicare al finanziamento altri costi oltre al tasso. Gli istituti bancari che operano in autonomia rispetto all’Accordo Quadro presentano invece offerte con tassi di mercato e generalmente anticipano fino al 100% di TFS/TFR, le condizioni in questo caso possono variare in base all'interlocutore selezionato. Solo un consulente del credito sa trovare velocemente l’offerta migliore.

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Anticipo TFR quando si può chiedere e quali documenti presentare

L’anticipo TFS/TFR è garantito dalla cessione del credito che il pensionato vanta rispetto all’ente erogatore dell’indennità. E per i prestiti a tasso di interesse agevolato, interviene anche la copertura (fino all’80% dell’indennità anticipata) di uno specifico Fondo di garanzia, gestito dall’Inps.

In ogni caso, per ottenere l’anticipo TFS/TFR in convenzione o a tassi di mercato, il richiedente deve fornire alla banca di interesse uno specifico documento, noto come quantificazione del TFS che attesta il suo diritto alla indennità.

La quantificazione del tfs va richiesta all’ente erogatore del TFS/TFR. Contiene tutte le indicazioni sull’importo dell’indennità spettante, ed indica i tempi di erogazione delle stesse. Si distingue tra:

  • quantificazione di cessione ordinaria (ai sensi del DPR 180/1950) per i prestiti di anticipo erogati alle condizioni di mercato;
  • quantificazione di cessione agevolata (ai sensi del DL 4/2019) per l’accesso al credito con prestiti di anticipo TFS/TFR a tasso di interesse agevolato.

Solo disponendo della suddetta documentazione si può procedere con la richiesta dell’anticipo TFR presso l'istituto erogante prescelto.

Come richiedere anticipo TFR a tasso agevolato? In questo caso, oltre alla presentazione di tutti i documenti, per chiedere anticipo TFR/ TFS in convenzione è necessario anche seguire l’iter TFR richiesta anticipo stabilito dall’Accordo. Ciò richiede l’interazione dell’utente con la banca e la trasmissione di varie comunicazioni tra banca ed ente erogatore dell’indennità. 

A ricoprire il ruolo dell’ente erogatore è nella maggior parte dei casi l’Inps. Tuttavia ci sono casi in cui la liquidazione è di competenza dell’amministrazione presso cui è assunto il lavoratore.

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