Rifiuto rinnovo cessione del quinto: quando avviene e perché
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Redazione Tipresto
Pubblicato il: 20/03/2022
Tempo di lettura: 4 minuti
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Rifiuto rinnovo cessione del quinto: quando avviene e perché

La richiesta di un rifinanziamento della cessione del quinto è una pratica comune tra chi ha bisogno di una nuova iniezione di liquidità. Ma anche se il primo finanziamento è stato concesso, non è detto che il rinnovo sia accolto automaticamente. Quali sono le ragioni che portano ad un rinnovo cessione del quinto rifiutata? 

Ne esistono molte, più o meno comuni a seconda che la richiesta sia avanzata da un lavoratore dipendente o un pensionato. Sì, perché banche e società finanziarie applicano criteri diversi in base al profilo del richiedente. Senza dimenticare che per legge il rinnovo è possibile solo a condizione che sia trascorso almeno il 40% del periodo di rimborso, con l’unica eccezione del rifinanziamento anticipato per le cessioni quinquennali rinnovate con piano di ammortamento decennale. Come stabilito dall’articolo 39 del DPR 180/1950.

Quindi una delle principali ragioni per cui è possibile un rinnovo cessione del quinto rifiutata è quella delle tempistiche. Se la richiesta viene avanzata prima del termine ammesso dalla normativa vigente, è automaticamente rigettata. Ciononostante ci sono situazioni in cui non è approvato il rinnovo per ragioni che riguardano il profilo del richiedente.

A tal proposito è consigliabile fare una distinzione tra lavoratori dipendenti e pensionati, che vengono valutati per la cessione del quinto rinnovo secondo criteri diversi. In ogni caso, prima di scegliere se presentare la richiesta di rifinanziamento è preferibile analizzare nel dettaglio la propria situazione con il supporto di un consulente del credito specializzato nella cessione del quinto.

Sommario

Rinnovo cessione del quinto Inps pensionato rifiutato, ecco perché 

Quando a presentare una domanda di rifinanziamento è un pensionato e la banca nega la richiesta, le ragioni sono spesso collegate a:

  • età anagrafica;
  • salute del richiedente.

Sono questi infatti i parametri discriminanti per la concessione della polizza assicurativa obbligatoria legata alla cessione del quinto della pensione. La copertura sulla vita è imposta per legge e viene fornita a discrezione della compagnia assicurativa, di conseguenza la decisione non dipende direttamente dalla banca.

È ovvio però che gli istituti di credito conoscono le condizioni e i parametri applicati dalle realtà assicurative e hanno tutto l’interesse a selezionare solo richiedenti che portano a termine l’iter di domanda. Ragione per cui, se il soggetto che presenta domanda non ha i requisiti ideali, viene generalmente scartato.

In questo senso, sono penalizzati i pensionati con un’età superiore a 80 anni alla data fissata per la scadenza dell’ammortamento. Ma ci sono anche banche e società finanziarie che riducono questo limite, evitando la concessione di credito a soggetti che hanno più di 70-75 anni. Il parametro varia quindi da banca a banca ed è meglio informarsi prima di dare il via alla procedura di richiesta.

In merito alle condizioni di salute, non sono normalmente accettate le domande di rinnovo della cessione del quinto inoltrate da pensionati ritenuti cagionevoli. Chi presenta la richiesta deve infatti fornire un particolare questionario, detto Rapporto di Visita Medica, compilato dal medico curante. Questo documento serve a garantire che il pensionato è in buona salute e quindi risponde ai criteri stabiliti dalla compagnia assicurativa che emette la polizza. 

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Quando la banca rifiuta di rinnovare cessione del quinto stipendio

Passiamo alla questione rinnovo cessione del quinto rifiutata per lavoratori dipendenti. Quando la domanda viene inoltrata da un lavoratore assunto con contratto di lavoro a tempo indeterminato e la banca la rifiuta, le ragioni possono essere legate agli stessi fattori che influenzano i prestiti per pensionati. 

Anche in questo caso infatti un’età troppo avanzata e uno stato di salute poco stabile possono essere ragioni per cui la compagnia assicurativa non è disposta a concedere la polizza obbligatoria sul rischio vita o sul rischio impiego. In riferimento alla copertura contro il rischio impiego, la situazione anagrafica risulta rilevante in relazione soprattutto al pensionamento. 

Sì, perché a meno che non si tratti di un lavoratore pubblico, il dipendente che è prossimo alla pensione ottiene una cessione del quinto dello stipendio solo per la durata residua del rapporto di lavoro. Questo poiché per i lavoratori privati e para-pubblici la rata mensile non può essere trasferita dalla busta paga al cedolino pensione. Di conseguenza, se il lavoratore è molto vicino all’età della pensione, difficilmente otterrà un rinnovo cessione del quinto decennale.

Allo stesso modo, la salute incide sulla disponibilità della compagnia assicurativa nel concedere la copertura contro rischio vita e rischio impiego. Specialmente nel caso in cui, al momento del rinnovo, le condizioni del soggetto sono diverse rispetto a quelle al momento della richiesta della prima cessione del quinto. Come per i pensionati, resta determinante la presentazione di un Rapporto di Visita Medica compilato dal medico curante.

C’è anche la possibilità di un rinnovo cessione del quinto rifiutata per via dell’azienda datrice di lavoro. Se al momento del rifinanziamento è ritenuta poco stabile difficilmente viene concesso il rinnovo. Ma c’è un’altra buona ragione per cui banche e società finanziarie scelgono di non approvare il rinnovo cessione del quinto, ovvero il sovraindebitamento del richiedente.

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