Ottieni subito la liquidazione con l’anticipo TFS Quota 100
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Redazione Tipresto
Pubblicato il: 17/11/2021
Tempo di lettura: 4 minuti
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Ottieni subito la liquidazione con l’anticipo TFS Quota 100

Apprezzato da tutti i pensionati del settore pubblico e statale, l’anticipo TFS/TFR è il finanziamento che consente di accedere alla liquidazione senza attendere i tempi tecnici altrimenti previsti per il pagamento del trattamento. Un’opzione che diventa ancor più vantaggiosa quando si parla di anticipo TFS Quota 100.

Sì, perché se l’attesa del TFR/TFS si traduce in 2-3 anni dal pensionamento per i titolari di trattamento di vecchiaia o di pensione anticipata, chi usufruisce della Quota 100 si trova ad attendere anche 7 anni.

Inoltre, quando l’indennità maturata dal lavoratore supera i 50.000 euro, questa non viene erogata in un’unica soluzione, ma in diverse rate annuali. E ogni tranche non può avere un importo superiore a 50.000 euro. Quindi, se il Trattamento di Fine Servizio o Fine Rapporto maturato dal richiedente è superiore ai 100.000 euro, la liquidazione avviene necessariamente con tre rate annuali.

 

 

 

 

Anticipo TFS Quota 100 ultimissime e vantaggi 

Va poi considerato che per chi ricorre alla Quota 100, i termini per il pagamento dell’indennità decorrono solo quando il soggetto matura i requisiti per il pensionamento tramite pensione di vecchiaia o anticipata. In particolare, il pensionato che ha scelto di ricorrere alla Quota 100 può scegliere, per la liquidazione dell’indennità, se fare riferimento al requisito per la pensione di vecchiaia o anticipata.

  • Nel primo caso, il Trattamento di Fine Servizio o Fine Rapporto viene erogato 12 mesi dopo la maturazione del requisito anagrafico per l’accesso alla pensione di vecchiaia.
  • Nel secondo caso invece l’indennità è liquidata dopo 24 mesi a partire dalla data in cui si verifica il raggiungimento prospettico dei contributi necessari all’accesso alla pensione anticipata.

Come regola generale, delle due modalità si sceglie quella più conveniente per l’ex lavoratore che presenta la richiesta di anticipo liquidazione dipendenti pubblici Quota 100. A seconda quindi della specifica situazione del soggetto. Comunque si potrebbero dover attendere anche oltre 5 anni per l’erogazione della prima tranche dell’indennità.

Ecco quindi che il fattore tempo diventa particolarmente determinante, specie se si intende utilizzare l’indennità spettante per il finanziamento di un progetto importante o per sostenere spese rilevanti (ad esempio la ristrutturazione della casa). Ragioni che spingono sempre più pensionati a ricorrere all’anticipo TFS Quota 100, che può essere richiesto a tasso agevolato, nel limite di 45.000 euro, o a tasso di mercato e senza limiti di importo.

TFS/TFR Quota 100 anticipo con finanziamento in convenzione

Ricorrere all’anticipo TFS Quota 100 in convenzione significa ricorrere al finanziamento erogato da una banca che ha aderito all’Accordo Quadro stipulato tra ABI, Inps e alcuni ministeri dello Stato italiano. Lo scopo è consentire a dipendenti pubblici e statali l’anticipo di TFS/TFR a condizioni vantaggiose, andando quindi a ridurre la disparità di trattamento cui sono soggette queste categorie rispetto ai lavoratori del settore privato.

L’adesione all’Accordo Quadro è volontaria e l’elenco banche anticipo TFS Quota 100 che hanno scelto questa convenzione è consultabile sul sito ufficiale del Dipartimento della Funzione Pubblica. Quanto alla procedura di richiesta, per l’anticipo TFS Quota 100 vigono le stesse regole e tempistiche stabilite per gli altri aventi diritto.

Ai fini dell’accesso al credito a tasso agevolato è necessario ottenere la certificazione del diritto all’anticipo. Documento che attesta la possibilità per l’ex lavoratore pubblico o statale di ottenere il finanziamento e quantifica l’entità dell’indennità spettante.

Questo documento viene rilasciato dall’ente erogatore della liquidazione, che può essere l’Inps o l’amministrazione datrice di lavoro e varia a seconda del tipo di prestito per anticipo desiderato. Per l’anticipo TFR Quota 100 in convenzione va richiesta la certificazione per la cessione agevolata, altrimenti serve la certificazione per la cessione ordinaria.

Una volta ottenuta la certificazione TFS/TFR per anticipo TFS Quota 100 banche convenzionate, al richiedente non resta che presentare la domanda di finanziamento selezionando una delle banche convenzionate. La richiesta va redatta sull’apposito modulo, fornito dall’istituto di credito e corredata di vari documenti, tra cui oltre alla certificazione va inclusa la dichiarazione sullo stato di famiglia.

Come funziona l’anticipo TFR dipendenti pubblici Quota 100 con banche non convenzionate

Analogamente a quanto accade con le banche che hanno aderito all’Accordo Quadro, ricorrere all’anticipo TFS Quota 100 con un ente di credito non in convenzione significa sottoscrivere un prestito. Si tratta di una procedura molto particolare, perché a fare da garanzia è principalmente l’indennità che viene ceduta dal richiedente alla banca. Quest’ultima anticipa quindi il denaro in cambio del pagamento di un interesse.

La richiesta di Quota 100 anticipo TFR/TFS può essere avanzata presso qualsiasi istituto di credito che eroga finanziamenti di questo genere. Il tasso di interesse viene definito in base alle medie di mercato e solitamente non sono applicati costi di gestione della pratica né commissioni, questa non rappresenta però una regola fissa. Ogni banca può infatti presentare le condizioni di rimborso che preferisce.

Allo stesso modo, in fase di richiesta l’istituto di credito può pretendere la presentazione di più o meno documentazione. In linea di massima è sempre necessaria la documentazione anagrafica e fiscale, oltre naturalmente alla certificazione del diritto all’anticipo rilasciata dall’ente erogatore del TFS/TFR. Documento che, trattandosi di un prestito non in convenzione, dovrà avere la forma di certificazione per la cessione ordinaria.

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