Quali sono i documenti per anticipo TFR/TFS in convenzione e ordinario
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Redazione TiPresto
Pubblicato il: 29/04/2022
Tempo di lettura: 5 minuti
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Quali sono i documenti per anticipo TFR/TFS in convenzione e ordinario

L’anticipo TFS/TFR è una particolare forma di finanziamento che consente ai lavoratori pubblici e statali di accedere all’indennità maturata evitando i lunghi tempi per la liquidazione. Il funzionamento è diverso dai comuni prestiti, ma piuttosto intuitivo: il soggetto cede il diritto all’indennità in favore della banca, e quest’ultima eroga in anticipo una quota o l’intera somma spettante. A seconda dell’istituto bancario selezionato variano sia le condizioni che i documenti per anticipo TFR/ TFS necessari all’operazione.

Sì, perché l’anticipo TFS/TFR può essere erogato in convenzione oppure attraverso un prestito in cessione ordinaria. Nel primo caso, è applicato un tasso agevolato e sono erogati al massimo 45.000 euro solo da parte di una banca che ha aderito all’Accordo Quadro introdotto dal DPCM n. 51 del 2020. La seconda ipotesi invece prevede il prestito di anticipo con un tasso di interesse di mercato e senza limiti di importo. Passiamo quindi alla questione dei documenti da presentare in sede di richiesta.

Sommario

Documentazione per l’anticipo TFS Inps a tasso agevolato

Ricorrendo all’anticipo TFS/TFR attraverso una banca convenzionata, la domanda di finanziamento va inoltrata secondo le modalità e i tempi stabiliti dall’Accordo Quadro. In quanto ai documenti per anticipo TFR/ TFS da allegare, sono necessari:

  • la certificazione relativa alla quantificazione del TFS/TFR
  • la presa d’atto della cessione del credito maturato dal richiedente a titolo di TFS o TFR;
  • la richiesta di anticipo della liquidazione TFS TFR tramite finanziamento, ai sensi dell’articolo 23, del dl n. 4, convertito con modificazioni dalla legge 28 marzo 2019, n. 26;
  • la proposta di contratto di anticipo presentata nel modello predisposto dalla banca convenzionata (documento TFR TFS ai sensi dell’art. 23, del dl n. 4, convertito con modificazioni dalla legge 28 marzo 2019, n.a. 26); 
  • la dichiarazione dello stato di famiglia del richiedente;
  • la documentazione contenente tutti i riferimenti del conto corrente su cui si desidera accreditare il TFS anticipato.

Appare chiaro quindi che prima di poter inoltrare la richiesta di finanziamento in convenzione è necessario ottenere dalla banca la proposta di contratto. Inoltre, il richiedente deve essere in possesso della certificazione di quantificazione TFS Inps. Questo documento è fondamentale per l’accesso al credito, perché attesta il diritto all’indennità e l’entità della stessa.

Ad eccezione del certificato di quantificazione, ogni documento TFR TFS da presentare al momento della richiesta di anticipo della liquidazione può essere scaricato gratuitamente. Per ottenere i documenti TFR TFS è sufficiente collegarsi con il sito ufficiale del Dipartimento della Funzione Pubblica, nella sezione per l’anticipo TFS a tasso agevolato: https://lavoropubblico.gov.it/anticipo-tfs-tfr.

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Documenti TFR TFS anticipato: a chi rivolgersi per ottenere la quantificazione TFS

Il documento TFR TFS fondamentale per ottenere l’anticipo dell’indennità è la quantificazione del trattamento maturato. La certificazione va richiesta all’ente erogatore del TFS/TFR, che può essere:

  • l’Inps;
  • l’amministrazione presso cui era assunto il lavoratore pubblico o statale.

Le procedure di richiesta sono definite in funzione dell’ente erogatore, con la possibilità di avanzare la domanda di certificazione online per chi riceve il Trattamento di Fine Servizio o Fine Rapporto dall’Inps. A condizione chiaramente di seguire l’iter di domanda online predisposto dall’ente, con autentificazione sul sito Inps tramite SPID o con Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Il datore di lavoro impone invece modalità di richiesta specifiche, che possono variare da caso a caso.

È comunque importante ricordare che la certificazione di quantificazione può essere fornita con due modelli diversi e non equivalenti. Si distingue infatti tra:

  • certificazioni per la cessione TFS/TFR ordinaria, ossia non in convenzione, ai sensi DPR 180/1950;
  • certificazioni per la cessione TFS/TFR agevolata, ovvero erogata dalle banche che hanno aderito all’Accordo Quadro, ai sensi del DL 4/2019.

Per ottenere l’anticipo alle condizioni applicate dalle banche che hanno aderito all’Accordo Quadro è essenziale richiedere la certificazione per cessione TFS/TFR agevolata. Altrimenti, la richiesta viene interrotta ed è necessario attivare un nuovo iter di domanda TFR/TFS anticipato, ripercorrendo nuovamente tutti gli step per la richiesta e la compilazione dei documenti per anticipo TFR.

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Quali sono i documenti per Inps anticipo TFR/TFS senza convenzione

I documenti per anticipo TFR/TFS cambiano quando si richiede il finanziamento ad una banca che non ha aderito all’Accordo Quadro oppure ad una Banca che pur avendo aderito all’accordo quadro operi non in convenzione per importi oltre i 45.000 euro. Resta chiaramente essenziale la documentazione attestante il diritto all’anticipo e l’entità dell’indennità maturata. L’attestato va presentato nella forma di certificazione per la cessione TFS/TFR ordinaria.

Altri documenti solitamente richiesti dalle banche che concedono l’anticipo della liquidazione con finanziamento ordinario sono:

  • carta di identità in corso di validità;
  • codice fiscale;
  • certificazione dello stato di famiglia;
  • l’ultimo cedolino pensionistico (in alcuni casi gli ultimi due cedolini);
  • Certificazione Unica.

Alcune banche richiedono, al posto del cedolino pensione, la presentazione della comunicazione di liquidazione della pensione. In ogni caso, quando si parla di finanziamenti non in convenzione, i documenti per anticipo TFR/TFS possono variare a seconda di quanto stabilito dall’istituto di credito. Questo conserva infatti la possibilità di richiedere maggiore documentazione laddove non ritenga il profilo del richiedente abbastanza solido. 

Analogamente anche le condizioni di rimborso variano e individuare la proposta più vantaggiosa, o semplicemente più in linea con le aspettative dell’ex lavoratore, non è scontato. Ecco perché prima di avanzare una domanda Inps anticipo TFR dipendenti pubblici è preferibile contattare un consulente del credito, ottenendo così un supporto nell’analisi delle offerte presenti sul mercato e sull’effettiva convenienza di ognuna. Senza contare che, con il supporto di un esperto, il reperimento della documentazione da presentare diventa molto più semplice e veloce.

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