Delega di pagamento dipendenti parapubblici: importi, documenti e vantaggi
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Redazione Tipresto
Pubblicato il: 06/06/2022
Tempo di lettura: 4 minuti
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Delega di pagamento dipendenti parapubblici: importi, documenti e vantaggi

Quando si ha in corso una cessione del quinto e si ha bisogno di una nuova iniezione di liquidità, non sempre è ammesso il rifinanziamento del prestito, ma è possibile ottenere una delega di pagamento, detta anche doppio quinto. È un finanziamento a tasso fisso con una durata massima di dieci anni, riservato ai titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato. 

Se richiesto da dipendenti postali o assunti da altre realtà parapubbliche, assume la forma del prestito con delega dipendenti parapubblici. Accessibile anche a chi è segnalato come cattivo pagatore, consente di ottenere capitale senza lo stress di ricordare le scadenze. E con la serenità di poter pianificare spese e investimenti, perché la rata ha importo costante.

Cosa distingue delegazione di pagamento cessione del quinto, quali sono gli aspetti in comune tra i due prestiti e come presentare richiesta. Questi sono solo alcuni dei temi toccati nel nostro articolo di approfondimento sul prestito delega. Ma andiamo per ordine e vediamo subito come funziona la delega di pagamento cos'è e quali documenti servono per ottenerla.

Sommario

Perché scegliere il prestito con delega dipendenti parapubblici

La prima cosa da chiarire quando si parla di delega di pagamento è che viene regolata da norme diverse rispetto alla cessione del quinto. Sebbene segua alcuni principi fondamentali contenuti nel DPR 180/1950, la possibilità di attivare un finanziamento di questo genere è data dall’articolo 1269 del Codice Civile. È a questo che si fa generalmente riferimento quando si parla di prestito delega normativa.

Ma in cosa si traducono praticamente queste norme? I prestiti con delega permettono ai lavoratori che hanno in corso una cessione del quinto di ottenere nuova liquidità senza bisogno di ricorrere a garanzie reali, né al rinnovo della cessione del quinto. Un duplice vantaggio, perché da un lato non è necessario attivare ipoteche sui beni di proprietà, dall’altro il rinnovo della cessione del quinto non è sempre una via praticabile.

Analogamente a quanto accade con la cessione quinto, la somma finanziabile è definita in base alla durata del rimborso e al profilo del richiedente. La rata massima è fissata al 20% della busta paga netta, ma non sempre si arriva a tale soglia. Sì, perché la delega di pagamento può coesistere non solo con la cessione quinto, ma anche con altre trattenute sullo stipendio, che non possono però complessivamente superare il 50% della busta paga.

Immaginiamo ad esempio che il lavoratore abbia già in corso una cessione e che gli sia decurtato un ulteriore 15% dello stipendio per altre ragioni. Sommandosi, questi riducono la busta paga del 35%. La quota massima che potrà essere accordata a titolo di rata mensile per il prestito delega sarà perciò del 15%. Abbassando quindi la somma finanziabile.

A fare la differenza nel calcolo della somma finanziabile sono le politiche adottate dalla banca: alcuni istituti non concedono più di 75.000 euro. Ma in molti casi il limite è di 60.000-50.000 euro.

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Richiesta prestito delega documenti e iter di domanda

Se per cedere il primo 20% dello stipendio il dipendente parapubblico non è tenuto a sentire l’opinione del datore di lavoro, quando l’intento è di cedere un’ulteriore quota (arrivando potenzialmente al 40%), le cose cambiano. La normativa che regola il prestito con delega di pagamento stabilisce infatti l’impossibilità di perfezionare il contratto di prestito a meno che il datore di lavoro non accetti di assumere il ruolo di terzo delegato.

Come funziona allora l’iter di richiesta per il prestito delega? Una volta individuata la banca o società finanziaria che presenta la proposta più interessante, da valutare con il supporto di un consulente del credito, è necessario inoltrare domanda.

Alla richiesta di prestito con delega vanno allegati i documenti reddituali e anagrafici di rito:

  • le ultime due buste paga;
  • il CUD;
  • il codice fiscale;
  • un documento d’identità.

In caso di approvazione da parte della banca, la richiesta di finanziamento deve essere sottoposta al datore di lavoro. Quest’ultimo viene quindi chiamato a comunicare se accetta o meno il ruolo di terzo delegato. In caso di benestare, il contratto di finanziamento viene perfezionato e il credito concesso. Altrimenti, il prestito non può essere sottoscritto e il dipendente parapubblico non ottiene le somme richieste.

La richiesta di interpretare il terzo garante si considera accettata a priori dal datore di lavoro solo se questo ha sottoscritto una specifica convenzione con la banca. In questa ipotesi, il dipendente non ha necessità di sottoporre la pratica all’ente presso cui è assunto.

Tuttavia non sono molti gli enti parapubblici che hanno attivato convenzioni con banche e finanziarie per la concessione di prestiti delega pagamento. Nella maggior parte dei casi, l’esito della pratica è subordinato alla valutazione del datore di lavoro. Prima di avanzare domanda prestito delega di pagamento è consigliabile affrontare la questione con un consulente creditizio.

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