Differenze delegazione di pagamento e cessione del quinto: ecco quali sono
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Redazione Tipresto
Pubblicato il: 30/05/2022
Tempo di lettura: 4 minuti
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Differenze delegazione di pagamento e cessione del quinto: ecco quali sono

Molto simili tra loro, ma normati da leggi diverse, delegazione di pagamento e cessione del quinto sono due forme di prestito personale non finalizzato. Non sono infatti legati ad uno specifico utilizzo del denaro concesso in prestito, e il richiedente non è tenuto a giustificare l’istanza di finanziamento.

A rendere simili delega di pagamento e cessione del quinto sono anche le modalità di rimborso e di calcolo della somma massima finanziabile e la durata mai superiore a 10 anni. Nonché l’applicazione di una rata costante e un tasso di interesse fisso. Allo stesso modo, in entrambi i casi il credito è garantito dalla presenza di un reddito da lavoro fisso e dimostrabile e da una polizza assicurativa obbligatoria.

Altro importante punto di congiunzione tra i due prestiti è che possono essere concessi solo in favore di lavoratori dipendenti. Mentre restano esclusi dalla platea autonomi e liberi professionisti. Inoltre, in entrambi i casi, banche e società finanziarie valutano l’entità del TFR accumulato dal richiedente prima di approvare la domanda. Sì, perché questo funge da ulteriore garanzia, risultando inaccessibile al richiedente fino alla fine del piano di ammortamento.

Chiariti i principali aspetti che accomunano cessione del quinto e delega di pagamento, passiamo alle differenze. Cosa cambia esattamente tra cessione del quinto e delegazione di pagamento? Perché ci sono regole diverse? Tanti aspetti da affrontare con grande attenzione, meglio se con il supporto di un consulente del credito specializzato in delega di pagamento e cessione del quinto. 

Sommario

Quali leggi regolano delegazione di pagamento cessione del quinto

Per comprendere davvero cosa cambia tra delegazione di pagamento e cessione del quinto il primo aspetto da valutare è la normativa di riferimento. La prima è regolamentata dal Codice Civile, in particolare dall’articolo 1269. La cessione del quinto invece segue le disposizioni del D.P.R. 05/01/1950, n. 180. 

Tra le numerose conseguenze di questa diversa regolamentazione c’è quella che probabilmente rappresenta la maggiore differenza tra cessione del quinto e delega. Vale a dire la possibilità per il datore di lavoro di rifiutare la delega di pagamento nel caso del prestito delega. Cosa che non accade nella cessione del quinto.

Perché succede questo? Nella delega di pagamento il rapporto alla base del contratto di prestito determina una fattispecie trilaterale, che coinvolge lavoratore, datore di lavoro e istituto di credito erogatore del prestito. E affinché il contratto sia perfezionato, serve il benestare delle tre parti. Il datore di lavoro perciò può rifiutarsi di fare da delegato, impedendo di fatto al dipendente di ottenere il finanziamento.

Nella cessione del quinto invece il lavoratore dipendente cede all’ente di credito una quota delle proprie retribuzioni future, senza bisogno che vi sia l’approvazione del datore di lavoro. La normativa prevede infatti il perfezionamento del contratto a fronte della notifica al datore di lavoro o dell’accettazione dello stesso. In altre parole, è sufficiente che la cessione sia notificata al datore di lavoro, che non ha possibilità di scegliere se assumere o meno il ruolo di delegato per il pagamento delle rate.

In sintesi Amministrazioni Pubbliche, enti statali e realtà del settore privato devono accettare le cessioni del quinto attivate dai dipendenti, mentre possono opporsi ai prestiti con delegazione di pagamento. Prima di presentare domanda di prestito è quindi consigliabile tenere conto di questa differenza tra delega e cessione del quinto, magari ricorrendo al consulente creditizio.

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Chi può ottenere delega di pagamento e cessione del quinto: perché ci sono delle differenze

Un'altra fondamentale differenza tra delegazione di pagamento e cessione del quinto riguarda i beneficiari. La cessione del quinto è disponibile per lavoratori dipendenti e pensionati. Sebbene la normativa non fornisca regole estremamente rigide in materia, viene concessa in maniera pressoché esclusiva ai titolari di contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Il prestito delega potrebbe essere concesso, teoricamente, sia ai dipendenti che ai pensionati. Leggendo gli articoli del Codice Civile che regolano questa forma di prestito non si trovano infatti specifiche restrizioni. Tuttavia il doppio quinto è una prerogativa esclusiva dei lavoratori, perché gli enti previdenziali non consentono la cessione di una seconda quota della pensione. 

In particolare, il veto è stato messo dall’Inps al fine di salvaguardare gli iscritti ed evitare il sovraindebitamento. Una scelta che segue la medesima logica utilizzata per il calcolo della quota cedibile della pensione, per cui è fondamentale la salvaguardia del trattamento pensionistico minimo stabilito annualmente dall’Istituto Nazionale. Ecco spiegato perché la delega di pagamento cessione del quinto non viene erogata in favore dei pensionati. 

Affrontando in maniera approfondita il tema cessione del quinto e delegazione di pagamento differenze si riscontra anche l’impossibilità di sottoscrivere la seconda senza aver attivato la prima. In altre parole, la coesistenza cessione del quinto e delegazione di pagamento non è un’opzione, ma l’unica condizione in cui è possibile sottoscrivere il doppio quinto. Sì, perché se la cessione del quinto può esistere autonomamente, il prestito con delega è concesso solo a chi ha già in corso una cessione del quinto. 

L’ultima differenza tra delegazione di pagamento e cessione del quinto è che il prestito delega è subordinato alla cessione anche in caso di procedimenti esecutivi nei confronti del beneficiario. Ipotesi in cui un giudice potrebbe decidere di sospendere o rimodulare il prestito delega per consentire il pignoramento dello stipendio.

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