Prestito delega di pagamento dipendenti statali: importi, tasso e domanda
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Redazione Tipresto
Pubblicato il: 30/05/2022
Tempo di lettura: 4 minuti
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Prestito delega di pagamento dipendenti statali: importi, tasso e domanda

Riservato ai lavoratori che hanno in corso una cessione del quinto, il prestito delega per dipendenti statali rientra nella categoria dei prestiti personali non finalizzati. Le somme concesse non sono quindi legate all’acquisto di uno specifico bene o servizio e il beneficiario non è tenuto a giustificare la richiesta al momento della domanda.

Nei meccanismi di rimborso, i prestiti con delega seguono logiche pressoché identiche a quelle della cessione del quinto. Tuttavia, le normative alla base dei due prodotti sono diverse e la platea dei beneficiari del prestito delega non include i pensionati (non sono quindi previsti prestito delega pensionati). Inoltre il datore di lavoro ha la possibilità di rifiutare l’incarico di delegato. Solo per citare le principali differenze tra cessione del quinto e prestito delega stipendio. Ma entriamo nel dettaglio e vediamo come funziona il prestito delega per dipendenti statali.

Sommario

Come funziona il prestito con delega per dipendenti statali

Noto anche come doppio quinto, per via delle numerose similitudini tra delega di pagamento e cessione del quinto, il prestito con delega di pagamento permette a chi ha in corso una cessione del quinto di ottenere nuova liquidità senza bisogno di ricorrere a garanzie reali. Si basa sulla presenza di una busta paga, ossia di un contratto di lavoro a tempo indeterminato. A cui si affianca la polizza assicurativa contro rischio vita e rischio impiego prevista per legge. 

A fare da ulteriore garanzia al finanziamento è il TFR accantonato dal richiedente che, proprio come accade per la cessione del quinto, resta inaccessibile al lavoratore fino alla fine del piano di ammortamento.

Quanto alla somma finanziabile, generalmente non si superano i 75.000 euro, ma l’esatto importo viene definito sulla base della quota cedibile. Quest’ultima non può superare il 20% della busta paga netta del richiedente. Di conseguenza, le rate di cessione del quinto e delega sullo stipendio possono raggiungere insieme il 40% dello stipendio mensile percepito.

Se il dipendente statale che richiede il finanziamento ha già in corso altre trattenute sulla busta paga, la somma delle trattenute totali non deve eccedere il 50% dello stipendio. Di conseguenza, la rata massima per il prestito delega potrebbe essere ridotta, non raggiungendo il 20% dell’entrata mensile netta. 

Nel determinare la somma finanziabile la banca o società finanziaria tiene conto anche della durata del piano di ammortamento. Il limite massimo è fissato a 10 anni (120 rate mensili) mentre la durata minima può variare da banca a banca. Alcuni istituti non accordano prestiti al di sotto dei 18 mesi, altri impongono un minimo di 24 mesi. Il tasso di interesse è fisso e la rata di importo costante.

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Quando viene concesso il prestito con delega di pagamento statali

La domanda di prestito delega per statali può essere inoltrata da qualsiasi dipendente assunto presso un ente statale con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Inclusi i cattivi pagatori: le segnalazioni presso SIC e CRIF non costituiscono un discriminante nell’accesso al credito.

La richiesta va inoltrata all’istituto di credito corredata della documentazione anagrafica e dei seguenti documenti reddituali:

  • CUD;
  • ultime due buste paga.

Il perfezionamento del contratto e, di conseguenza, l’erogazione del capitale non dipendono però dalla sola valutazione della banca sulla fattibilità dell’operazione. Serve anche l’accettazione da parte del datore di lavoro, che deve dare il proprio consenso a fare da delegato per il pagamento delle rate di ammortamento. 

Nel caso specifico dei prestiti delega per statali, però, questa accettazione è data a priori se il dipendente si rivolge a banche e società finanziarie convenzionate con il datore di lavoro. Cosa significa? Pressoché tutti gli enti statali hanno attivato degli accordi per la concessione del prestito delega ai propri dipendenti. 

Tali convenzioni rappresentano, di fatto, l’unica eccezione riconosciuta all’articolo 1269 Codice Civile, che stabilisce la possibilità per il datore di lavoro di accettare o rifiutare il ruolo di delegato per il pagamento delle rate. 

Ma in presenza di una precedente accettazione o di una convenzione attiva tra l’ente bancario e l’ente finanziatore, non è necessario che il datore di lavoro dia il consenso. L’incarico si considera accettato automaticamente e l’ente di credito può procedere con le pratiche della delega di pagamento.

Grazie a questa particolare condizione, le procedure di richiesta e valutazione risultano rapide e la comunicazione di fattibilità prevede tempi estremamente contenuti. L’erogazione del doppio quinto avviene tramite bonifico o assegno. 

Ma come trovare l’offerta di delegazione di pagamento più adatta alle proprie esigenze? Con il supporto di un consulente specializzato in cessione del quinto piu' delega.

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