Guida prestito con delega: cos’è, come funziona, requisiti e normativa
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Redazione TiPresto
Pubblicato il: 30/05/2022
Tempo di lettura: 8 minuti
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Guida prestito con delega: cos’è, come funziona, requisiti e normativa

Il prestito con delega è una tipologia di prestito personale molto simile alla cessione del quinto dello stipendio. Noto anche come prestito doppio quinto, consente a chi ha già in corso una cessione del quinto di aumentare la quota di reddito ceduta come rata mensile. 

La diretta conseguenza è che a raddoppiare sono sia la rata periodica che l’ammontare del finanziamento. A condizione chiaramente di sottoscrivere un nuovo prestito con la medesima durata del precedente. Le differenze tra la delega di pagamento e la cessione del quinto sono numerose, prima su tutte la platea dei beneficiari. Possono ottenerlo solo i lavoratori dipendenti in attività di servizio. Restano esclusi i titolari di trattamenti previdenziali, ossia non è possibile ottenere un prestito delega per pensionati Inps.

Resta invece invariato il meccanismo di decurtazione diretta della rata dalla busta paga. Compito che viene affidato al datore di lavoro del beneficiario, è questo infatti a versare materialmente le rate alla banca fino all’estinzione del debito contratto dal lavoratore. Il datore di lavoro si impegna quindi a garantire la restituzione delle rate, senza però impegnarsi con i propri beni. Non assume un ruolo comparabile a quello del garante, ma di un intermediario.

A fare da garanzia ai prestiti delega sono busta paga e TFR accantonato. Al lavoratore è richiesta la titolarità di un contratto di lavoro a tempo indeterminato e la pratica è soggetta all’approvazione del datore di lavoro. Oltre che alla valutazione della banca o società finanziaria che eroga il capitale. 

Ma entriamo nel dettaglio e vediamo quali sono le condizioni del prestito delega, quali normative regolano la delega cessione del quinto, i requisiti e ogni altro aspetto dei prestiti con delegazione di pagamento. Un prodotto complesso, da analizzare a fondo prima di presentare domanda, possibilmente con un consulente del credito.

Sommario

Normativa del prestito delega: D.P.R. 180/1950 e art 1269 Codice Civile

Il prestito con delega di pagamento è normato dall’articolo 1269 del Codice Civile, che regola la delegazione di pagamento. Ma per comprenderne a pieno il meccanismo è necessario fare riferimento anche al D.P.R. 05/01/1950, n. 180 e dal regolamento attuativo contenuto nel D.P.R. n. 895 del 28 luglio 1950, che disciplinano la cessione del quinto.

Queste due norme stabiliscono le regole per la cessione di un quinto dello stipendio per il rimborso di prestiti personali sottoscritti con banche o società finanziarie. In un primo momento, la disciplina della cessione del quinto era rivolta ai soli dipendenti pubblici, ma con il passare del tempo è stata estesa anche ai lavoratori appartenenti al settore privato. 

Di conseguenza, oggi le regole contenute in queste norme si applicano a tutti coloro che soddisfano i requisiti di legge per la cessione del quinto dello stipendio. Al momento della sottoscrizione del contratto, il lavoratore cede alla parte mutuante (ossia all’istituto che concede il prestito) una quota del suo stipendio futuro.

Come stabilito dall’articolo 1264 del Codice Civile, tale cessione ha effetto nel momento in cui notificata al datore di lavoro, o accettata dallo stesso. Ecco perché generalmente si dice che il datore di lavoro è obbligato ad accettare la cessione del quinto del dipendente. In realtà, non è richiesto alcun consenso da parte sua, quindi non può che prendere atto del perfezionamento del contratto.

La possibilità di cedere una quota della propria retribuzione, fino a un massimo di un quinto, può essere esercitata più di una volta dallo stesso lavoratore, ricorrendo al prestito con delega. Ma in questo caso, le cose funzionano in maniera leggermente diversa. Meglio perciò non dare nulla per scontato, ricorrendo fin da subito al supporto di un consulente del credito specializzato in delega cessione del quinto.

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Cosa dice il Codice Civile sul prestito in delega

Estremamente rilevanti per la regolamentazione del prestito con delega sono gli articoli 1268 e seguenti del Codice Civile. Questi regolano la delegazione in quanto istituto, distinguendo la delegazione di pagamento dalla delegazione di debito. 

  • La delegazione di pagamento (delegatio solvendi) prevede la delega di un soggetto terzo per l’esecuzione del pagamento. È questo lo scenario in cui rientra il prestito delega di pagamento, e che viene descritto in maniera specifica nell’articolo 1269 c.c.
  • La delegazione di debito (delegatio promittendi) è l’ipotesi in cui il debitore fornisce al soggetto creditore un nuovo debitore. Viene quindi individuato un soggetto terzo, che prende il posto del debitore, assumendosi gli obblighi precedentemente in capo allo stesso. In altre parole, con questa soluzione il debito passa ad un'altra persona (ai sensi dell’articolo 1268 c.c.).

Nel prestito con delega, l’istituto della delegazione di pagamento si lega al diritto di cessione del quinto normato dal D.P.R. 05/01/1950, n. 180. È così che il lavoratore delega il datore di lavoro al pagamento delle rate mensili del prestito, a fronte di una decurtazione della busta paga. Quindi il finanziamento con delega stipendio si somma alla cessione del quinto già attiva, ma richiede il consenso da parte del datore di lavoro. 

 In questo caso infatti l’operazione assume una forma trilaterale, coinvolgendo:

  • il lavoratore in veste di creditore delegante;
  • il datore di lavoro in veste di terzo delegato;
  • l’istituto di credito in qualità di creditore delegatario.

E data la natura trilaterale del contratto, per perfezionarlo serve l’approvazione di ogni parte. Perciò il datore di lavoro ha diritto di rifiutare la delega sullo stipendio, come ovviamente la banca o società finanziaria presso cui si avanza la domanda. Questione, quest’ultima, che però si ritrova in ogni finanziamento, inclusa la cessione del quinto. La banca può sempre respingere una domanda di prestito. 

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Come funzionano i prestiti con delegazione di pagamento

Chiarita la possibilità del datore di lavoro di rifiutare il ruolo di delegato, non essendo tenuto ad accettare tale compito, va fatta una specificazione. Ci sono casi in cui il datore di lavoro non ha scelta, ossia quando ricorrono le eccezioni. È il caso delle aziende o amministrazioni che hanno già sottoscritto una convenzione con l’ente finanziatore per la concessione di prestiti con delega.

In questa ipotesi, il prestito con delega è da considerarsi perfezionato nel momento in cui si verifica l’accordo tra debitore e creditore, avendo il delegato già dato il suo consenso preventivamente. Va comunque chiarito che nel settore privato queste situazioni non sono molto frequenti, ma riguardano nella maggior parte dei casi i lavoratori del comparto statale e pubblico.

La somma finanziabile viene definita con la medesima logica che guida la cessione del quinto, partendo dalla capacità di rimborso del richiedente, con una rata massima pari a un quinto della busta paga. Generalmente non viene concesso un prestito con delega superiore a 60.000 euro, raramente si arriva a 75.000 euro. Complessivamente, le rate di cessione del quinto con delega non possono eccedere il 40% dello stipendio netto. 

La durata massima del piano di ammortamento è di dieci anni. La rata ha importo costante, e il tasso di interesse è fisso per l’intero rimborso. Ai fini dell’accesso al credito è prevista la sottoscrizione di una polizza obbligatoria contro il rischio vita e il rischio impiego. Una regola valida per cessione del quinto e delega.

Il rapporto tra cessione del quinto e delega riguarda non solo le garanzie e i meccanismi, ma anche situazioni limite come il pignoramento. Se chi ha sottoscritto cessione del quinto piu' delega è sottoposto ad un’azione di questo genere, il prestito con delega può essere sospeso o rimodulato dal giudice affinché subentri il pignoramento. 

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Perché richiedere il prestito con delega di pagamento e come

Il prestito con delega è la soluzione per chi ha già in corso una cessione del quinto e ha bisogno di ottenere nuovo capitale. Il beneficiario ottiene importi piuttosto elevati e non ha necessità di ricorrere a garanzie reali, come l’ipoteca su un immobile di proprietà.

I vantaggi del prestito con delega di pagamento riguardano anche la praticità caratteristica del finanziamento. La rata costante e la detrazione alla fonte consentono di gestire le spese con semplicità, senza neppure il bisogno di tenere a mente le scadenze per i pagamenti. Una volta che il datore di lavoro ha accettato l’incarico di delegato, è suo compito provvedere alla detrazione delle rate e al versamento delle somme in favore della banca o società finanziaria creditrice. 

Ultima, ma non meno importante, la possibilità di ottenere i prestiti con delegazione di pagamento anche per chi è segnalato come cattivo pagatore. Le difficoltà nel rimborso dei passati prestiti non rappresentano un ostacolo per l’accesso al credito. A condizione chiaramente di disporre dei requisiti fondamentali per ottenere il prestito delega:

  • contratto di lavoro a tempo indeterminato;
  • attivazione della polizza obbligatoria;
  • un TFR accantonato di entità adeguata a garantire il rimborso del credito.

Ma quali sono i documenti da presentare per la domanda di prestito con delega di pagamento

  • Documento di identità;
  • CUD;
  • ultime due buste paga.

Non sono necessari preventivi né documentazioni di spesa, perché il beneficiario non è tenuto a giustificare la ragione per cui richiede la delegazione di pagamento. Mentre al datore di lavoro incaricato di fare da delegato del doppio quinto sono richiesti:

  • certificato di stipendio del richiedente;
  • atto di consenso per l’accettazione del ruolo di terzo delegato nella delega di pagamento.

Ma come trovare l’offerta migliore? Confrontando le proposte di delega cessione del quinto con l’aiuto di un consulente del credito. 

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