tassi interesse mutui
Pubblicato il: 24 giugno, 2023
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Salgono i tassi interesse mutui e si riducono le abitazioni finanziate

I tassi interesse mutui continuano a salire, mantenendo costante il trend che li porta ai livelli più alti che siano stati registrati dal 2016. A settembre 2022 il tasso medio applicato alle nuove operazioni di finanziamento casa è stato del 2,17%: lo 0,10% in più rispetto al valore medio di agosto.

Questi dati, pubblicati dall’ABI in uno degli ultimi rapporti mensili, indica l’andamento costante del settore mutui, seppur con condizioni ancora relativamente vantaggiose rispetto a quelle applicate negli anni 2007-2008.

I rialzi complessivi del mercato restano comunque più bassi rispetto a quelli applicati dalla BCE ai tassi di riferimento. Basti pensare che da giugno a settembre la Banca Centrale ha stabilito un incremento di 125 punti base. Mentre quelli rilevati sul mercato sono di appena 10 punti base nell’arco del periodo agosto-settembre.

Allo stesso tempo si registra un irrigidimento delle condizioni di accesso al credito. In particolare, banche e società finanziarie hanno deciso di applicare maggiore prudenza nella valutazione delle richieste di finanziamento. Ad evidenziare questa tendenza da parte degli enti di credito è l’indagine sul credito bancario relativa al secondo trimestre 2022. 

Nel corso di qualche mese, i termini e le condizioni per l’accesso al credito si sono inasprite, rivelando che nonostante le banche restino propense a concedere credito, questo atteggiamento è rivolto solo a chi ha solide garanzie. Del resto, la prospettiva di trovarsi con dei debitori incapaci di rimborsare i finanziamenti contratti è a dir poco negativa per una banca o una società finanziaria. Ragione per cui questi enti si impegnano ad evitare l’insolvenza, ricorrendo appunto a requisiti piuttosto stringenti.

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Dati mercato mutui 2022: tassi mutui e finanziamento di unità immobiliari

Numeri interessanti arrivano anche dagli ultimi report dell’Agenzia delle Entrate. In questo caso sotto la lente d’ingrandimento non c’è il tasso interesse mutuo ma la quota di abitazioni finanziate. Una quota che si sta progressivamente riducendo. Nel secondo trimestre del 2022, le abitazioni acquistate grazie ad un mutuo ipotecario sono il 67,5%, mentre il dato precedente si attestava al 69,7%.

Quanto invece al loan to value, ovvero il rapporto tra importo finanziato e valore attribuito all’immobile posto a garanzia del mutuo, si registra un rialzo. Nel primo trimestre era del 78,4%, mentre nel secondo raggiunge quota 78,9%. 

In altre parole, gli italiani stanno riducendo la richiesta di mutui casa, probabilmente anche per l’aumento dei tassi interesse mutui, ma chi vi ricorre lo fa per ottenere un contributo importante all’acquisto. Le banche dal canto loro adottano un approccio più conservativo, ricorrendo all’applicazione di requisiti di accesso abbastanza stringenti per chi desidera ottenere un mutuo o un prestito. In questo senso la presenza di un reddito stabile è solo il primo tassello del puzzle, dato che anche a fronte di un contratto a tempo indeterminato può essere necessaria la firma di un garante.

E ciò nonostante il fatto che con l’uscita dalla pandemia il mercato mutui ha vissuto una crescita interessante, con circa 456.000 iscrizioni di ipoteche che si traducono in 101,5 miliardi di capitale finanziato e in 1.017.087 unità immobiliari poste a garanzia del credito.

Insieme ai tassi di interesse mutui sembrano crescere anche i finanziamenti concessi alle famiglie, che a settembre salgono dello 0,10% rispetto al mese precedente. In particolare, le concessioni di credito finalizzate all’acquisto di abitazioni passano da un +5,2% a un +5,3%.

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