Cessione del quinto dipendenti Asl: requisiti, documenti e garanzie
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Redazione Tipresto
Pubblicato il: 29/06/2022
Tempo di lettura: 4 minuti
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Cessione del quinto dipendenti Asl: requisiti, documenti e garanzie

Oltre 30.000 euro con la sola busta paga e un piano di ammortamento a rate costanti, detratte direttamente dalla busta paga. È la combinazione di questi elementi che spinge moltissimi operatori del settore sanità a richiedere la cessione del quinto dipendenti Asl.

La solidità tipicamente associata ad un contratto di lavoro presso una Azienda Sanitaria Locale garantisce condizioni agevolate per l’accesso al credito. Essendo queste aziende identificate come realtà appartenenti al settore pubblico, gli assunti presso le stesse ottengono da banche e società finanziarie condizioni sovrapponibili a quelle riservate ai dipendenti pubblici. Ma vediamo nel dettaglio come funziona la cessione del quinto dello stipendio Asl, quali sono i requisiti per ottenerla e i vantaggi di richiederla.

Sommario

A chi si rivolge la cessione del quinto Asl e quali banche la concedono

Ma come richiedere la cessione del quinto dipendenti Asl? Questa particolare forma di prestito per dipendenti Asl è piuttosto diffusa tra le banche e società finanziarie che si rivolgono ai dipendenti del settore pubblico e statale. Risultando, di fatto, una variante del tradizionale prestito contro cessione del quinto per dipendenti pubblici.

Trovare un istituto disposto a concederla è quindi abbastanza semplice, anche se per identificare un’offerta davvero vantaggiosa serve il confronto delle varie proposte. Meglio se con il supporto di un consulente del credito.

Quanto ai requisiti per l’accesso al credito, la cessione del quinto dipendenti Asl è disponibile solo a chi ha un reddito fisso dimostrabile, che si traduce in un contratto di lavoro a tempo indeterminato. È essenziale anche che il lavoratore abbia superato il periodo di prova stabilito dal contratto.

Inoltre, per richieste di cessione del quinto per dipendenti Asl relative ad importi piuttosto elevati, è essenziale che il richiedente abbia accantonato un TFR adeguato. Sì, perché il Trattamento di Fine Rapporto rappresenta un’ulteriore garanzia per il prestito contro cessione del quinto dello stipendio.

La normativa prevede infatti che, in caso di fine del rapporto di lavoro mentre il debito è ancora in essere, il TFR accantonato venga utilizzato per saldare il finanziamento attivato dal dipendente. E sebbene questo scenario sia improbabile, l’istituto di credito non manca di tutelarsi contro ogni evenienza.

Al momento della richiesta di prestiti per dipendenti Asl cessione del quinto sono perciò richiesti i seguenti documenti.

  • Carta d’identità;
  • Le ultime due buste paga;
  • Modello CUD.

Se l’istanza ottiene valutazione positiva, la banca comunica al richiedente il parere di fattibilità e domanda all’ente datore di lavoro il certificato stipendiale del soggetto. Il tasso e le altre condizioni del prestito sono effettivamente definiti solo quando l’ente di credito dispone di tutte le informazioni reddituali.

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I vantaggi della cessione del quinto dipendente Asl

Le ragioni per cui la cessione del quinto dipendenti Asl è estremamente apprezzata sono molte, ma tra le principali vi è senza dubbio la somma massima finanziabile spesso superiore a quelle accessibili con i comuni prestiti personali. Sebbene l’effettivo importo erogabile venga di fatto definito solo alla luce del profilo del richiedente, banche e società finanziarie sono disposte a concedere anche oltre 30.000 euro. In alcuni casi, con la cessione del quinto si arriva anche a 45.000.

Complice la possibilità di dilazionare i pagamenti in un piano di ammortamento che si estende fino a 10 anni. Ma anche la decurtazione diretta della rata ad opera del datore di lavoro e il vincolo sul TFR. Due aspetti che garantiscono l’istituto di credito contro il rischio di insolvenza del richiedente.

A rendere poi i prestiti dipendenti Asl contro cessione del quinto tanto vantaggiosi è la polizza assicurativa contro rischio vita e rischio impiego. Questa va a beneficio di entrambe le parti. Poiché da un lato tutela la famiglia del richiedente nell’ipotesi di eventi infausti, dall’altro fornisce una copertura alla banca in caso di premorienza e perdita del posto di lavoro.

Da non dimenticare la sostenibilità della rata, per cui il limite è fissato direttamente dalla normativa. Mensilmente dalla busta paga del lavoratore Asl non può essere detratto oltre il 20% per il rimborso della cessione del quinto. In questo modo, i pagamenti sono sostenibili sia nel medio che nel lungo termine e si contrasta il rischio di sovraindebitamento. Ferma restando la possibilità di cedere un altro quinto per l’attivazione di prestiti a dipendenti Asl con delega di pagamento. Operazione che richiede però l’approvazione del datore di lavoro.

L’ultimo vantaggio della cessione del quinto dipendenti Asl è l’accessibilità del finanziamento anche ai cattivi pagatori. Conseguenza delle numerose garanzie stabilite per legge.

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