Cos’è la cessione del quinto dipendenti pubblici e che vantaggi offre
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Admin Tipresto
Pubblicato il: 15/11/2021
Tempo di lettura: 4 minuti
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Cos’è la cessione del quinto dipendenti pubblici e che vantaggi offre

Prestito personale a tasso fisso rivolto ai soli titolari di stipendio o pensione, la cessione del quinto viene solitamente preferita alle altre forme di finanziamento per i suoi indiscutibili vantaggi. Dalla combinazione di tasso fisso e rata costante alla decurtazione della mensilità direttamente dalla pensione o dalla busta paga. Benefici che attraggono in particolar modo i lavoratori del settore pubblico, che hanno solitamente accesso anche a condizioni agevolate. Merito degli accordi stipulati dagli enti della PA con le banche e società finanziarie che erogano la cessione del quinto dipendenti pubblici.

 

 

 

 

A chi è rivolta la cessione del quinto dipendente pubblico

Questo particolare finanziamento è rivolto ai lavoratori degli enti pubblici, ossia i soggetti giuridici che lavorano con lo Stato per favorire il benessere sociale ed economico dell’intero Paese. Questi esercitano funzioni amministrative operando a livello territoriale, si tratta ad esempio di enti regionali e provinciali, ma anche Comuni e Aree Metropolitane.

Allo stesso modo, sono enti pubblici le Comunità montane, isolane o d'arcipelago, le strutture sanitarie (ASL, aziende ospedaliere policlinici universitari), enti di ricerca, camere di commercio. Fanno parte della categoria anche Polizia Municipale e Locale e le università.

Regolata dal D.P.R. 5 gennaio 1950 n. 180, la cessione del quinto ha una durata massima di 10 anni. Rientra nella categoria dei prestiti non finalizzati, quindi al momento della richiesta non è necessario specificare l’uso che si intende fare delle somme concesse. Come suggerisce il nome, la rata non può eccedere un quinto dello stipendio netto. Nel caso specifico della cessione del quinto dipendenti pubblici le condizioni sono agevolate rispetto ad altre categorie di lavoratori.

Anzianità minima per i finanziamenti dipendenti pubblici

Oltre alle condizioni solitamente favorevoli applicate da banche e società finanziarie in virtù di convenzioni stipulate con gli specifici enti, questo prestito presenta vantaggi dovuti allo status di dipendente pubblico. In particolare, mentre per i lavoratori privati che richiedono una cessione del quinto è necessaria un’anzianità minima, per i dipendenti pubblici le cose sono diverse.

Ai fini dell’accesso al credito è necessaria la titolarità di un contratto di lavoro a tempo indeterminato e solitamente è sufficiente aver superato il periodo di prova, che ha una durata variabile da 3 a 6 mesi. Ci sono poi alcuni casi che fanno eccezione, come stabilito dall’articolo 7 del D.P.R. 5 gennaio 1950 n. 180.

Si tratta di situazioni limite, che fanno riferimento a scenari come la richiesta di finanziamento da parte degli ex combattenti della guerra italo-austriaca 1915-1918. E solitamente le amministrazioni italiane non tengono conto di questi requisiti per l’accesso alla cessione del quinto dipendenti pubblici. Tuttavia, esistono ancora enti che si attengono pedissequamente alla normativa e potrebbero pretendere il rispetto anche di queste condizioni.

Ragione per cui prima di avanzare la richiesta di prestito è consigliabile rivolgersi ad un consulente esperto del settore, in grado di valutare caso per caso e consigliare il lavoratore sulla scelta migliore per le sue finanze.

In ogni caso, la rata viene trattenuta direttamente dall’ente presso cui è assunto il richiedente. E poiché la cessione del quinto è un diritto del lavoratore, l’amministrazione di riferimento non può opporsi all’operazione. Fermo restando la necessità di soddisfare tutti i requisiti.

Perché scegliere la cessione del quinto dipendenti comunali e pubblici

Le ragioni per preferire la cessione del quinto dipendenti pubblici a un tradizionale prestito personale sono molte. Innanzitutto la possibilità di ottenere somme anche elevate senza bisogno di ricorrere a garanzie ipotecarie né alla firma di un garante. Oltre alla presenza dello stipendio, infatti, per tutelare la banca è prevista la sottoscrizione di una polizza obbligatoria contro rischio vita e rischio impiego.

Per questo particolare meccanismo, la cessione del quinto è accessibile anche a chi ha in corso altri finanziamenti o ha avuto problemi finanziari. È il caso di protestati, pignorati e soggetti segnalati come cattivi pagatori nei database SIC. Categorie di consumatori che altrimenti avrebbero difficoltà nell’accesso al credito.

Un altro indubbio vantaggio della cessione quinto statali pubblici è che non sono previsti limiti anagrafici per la richiesta di finanziamento. In altre parole, il prestito può essere sottoscritto anche se il richiedente è prossimo al pensionamento e senza limitazioni per la durata (eccetto il massimo di 10 anni previsto per legge).

Se il periodo di rimborso si protrae oltre la data di pensionamento del beneficiario, la rata di ammortamento viene trasferita direttamente sulla pensione. Una possibilità riservata esclusivamente dalla cessione del quinto e solo ad alcune fasce di lavoratori. Non è infatti prevista per dipendenti privati e parapubblici, mentre è disponibile anche per i lavoratori statali. Senza dimenticare che i costi assicurativi sono ridotti rispetto a quelli applicati nelle cessioni ai dipendenti privati.

Sempre rimanendo in tema di vantaggi della cessione del quinto dipendenti pubblici, va ricordato che questo tipo di prestito semplifica la gestione dei bilanci familiari. E la presenza della polizza assicurativa sul rischio vita tutela gli eredi del beneficiario, nell’ipotesi di morte prima del totale rimborso del debito. Scenario in cui né l’istituto di credito né la compagnia assicurativa può rifarsi sui superstiti del lavoratore.

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