Quando l’anticipo TFR ristrutturazione è la scelta giusta e perché
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Redazione Tipresto
Pubblicato il: 17/02/2022
Tempo di lettura: 4 minuti
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Quando l’anticipo TFR ristrutturazione è la scelta giusta e perché

Quando rinnovare la casa diventa un’esigenza è fondamentale reperire velocemente il capitale con cui affrontare le spese. Uno scenario in cui tra le opzioni da considerare c’è senza dubbio l’anticipo TFR ristrutturazione. Una soluzione che consente di ricevere somme anche elevate, attingendo direttamente dal Trattamento di Fine Rapporto accantonato dal datore di lavoro. Ma quali sono gli effetti di questa scelta? Quanto è possibile ottenere?

La prima cosa da chiarire quando si parla di anticipo TFR ristrutturazione è che ottenerlo non è scontato. Infatti, la normativa sull’acconto del TFR limita il diritto del lavoratore nell’accesso alle somme accantonate a due specifiche finalità.

  • Acquisto della prima casa o dell’abitazione di residenza per i figli.
  • Spese di natura sanitaria, sostenute per terapie o interventi straordinari che vengono classificati come tali da strutture pubbliche competenti.

Ciononostante l’anticipo TFR per ristrutturazione è una strada percorribile per il lavoratore che intende sostenere spese importanti e non vuole ricorrere ad un finanziamento. Non è detto però che, per via delle tempistiche e di altre ragioni tecniche, rappresenti la soluzione migliore.

Di frequente infatti i lavoratori dipendenti che hanno diritto all’anticipo TFR preferiscono richiedere un prestito su cessione del quinto. Complici sia i tassi di interesse vantaggiosi che ormai da anni scandiscono le offerte di banche e società finanziarie, sia le tutele che la normativa fornisce al contribuente.

Sì, perché a differenza dell’anticipo TFR ristrutturazione, la cessione del quinto è un diritto del lavoratore. Il datore di lavoro non può quindi opporsi in alcun modo alla richiesta. C’è di più: il finanziamento non è finalizzato. In altre parole, il lavoratore che richiede un prestito contro cessione del quinto può spendere a proprio piacimento il denaro ottenuto. E non è tenuto a indicare alla banca il modo in cui intende utilizzare il capitale.

Sommario

Ristrutturazione casa anticipo TFR: ecco chi può ottenerlo

Come già accennato la normativa non contempla l’anticipo TFR ristrutturazione come un diritto del lavoratore. Tuttavia, la legge italiana prevede la possibilità di ottenere il TFR anticipato anche per finalità che, in teoria, non ne giustificano la richiesta. 

È il caso dei dipendenti che beneficiano di speciali agevolazioni sull’anticipo del TFR in virtù di contratti collettivi, accordi individuali tra azienda e lavoratore o accordi sindacali. Chiaramente in questi casi va analizzata la situazione specifica, affrontando nel dettaglio le casistiche ammesse dall’accordo in essere.

C’è poi la possibilità per il lavoratore di contrattare il TFR ristrutturazione direttamente con il datore di lavoro. Quest’ultimo può infatti scegliere di favorire il dipendente accordandogli un acconto che la normativa non prevede come obbligatorio. 

Richiedere l’anticipo TFR ristrutturazione al datore di lavoro senza il supporto di accordi sindacali o simili è una scelta da valutare con attenzione. Da un lato è senza dubbio vantaggiosa, ma non andrebbe mai considerata come una strada effettivamente percorribile prima di aver raggiunto l’accordo, poiché la decisione è del tutto arbitraria. Un aspetto che fa preferire a molti la cessione del quinto dello stipendio, su cui il lavoratore ha la certezza di poter contare in ogni situazione. Anche quando è segnalato come cattivo pagatore o ha attivato altri finanziamenti.

In ogni caso, l’erogazione dell’anticipo del TFR per ristrutturazione è subordinata al rispetto di alcuni requisiti di legge. In particolare, il richiedente deve essere alle dipendenze del datore di lavoro da almeno 8 anni e, durante il rapporto di lavoro, non deve aver già usufruito della facoltà di anticipo.

È fondamentale poi che, concedendo il TFR ristrutturazione, l’azienda non superi i limiti di legge per l’erogazione annuale degli anticipi sulle indennità. Due i parametri:

  • Anticipo TFR al massimo al 10% degli aventi titolo
  • Anticipo TFR al massimo al 4% dei dipendenti.

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Quanto si ottiene con la richiesta anticipo TFR ristrutturazione

A prescindere che ne abbia diritto in virtù di speciali accordi sindacali o di un patto raggiunto con il datore di lavoro, il dipendente che ottiene l’anticipo TFR ristrutturazione ottiene non oltre il 70% dell’indennità maturata. Vale a dire che può ricevere solo il 70% del Trattamento di Fine rapporto accantonato in azienda alla data di presentazione della domanda. 

Non solo. Il TFR è soggetto ad una tassazione del 27%, che si applica al momento dell’erogazione e non per il computo, l’accantonamento e la rivoluzione periodica dello stesso. Guai a fare affidamento sull’intera somma riportata nei documenti reddituali, perchè quella che si riceve è nettamente più bassa. E potrebbe non essere sufficiente a coprire le spese programmate.

Ecco perciò che l’anticipo del TFR presenta diverse criticità, non ultimo il fatto che richiederlo significa rinunciare alla rivalutazione nel tempo della somma. Prima di passare alla pratica e inoltrare la richiesta al datore di lavoro, meglio ricorrere al supporto di un consulente del credito per scoprire quanto si potrebbe ottenere con una cessione del quinto. Lasciando quindi il TFR in azienda e utilizzandolo come garanzia in un finanziamento che permette di ottenere somme anche elevate senza ipoteche.

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