Cos’è l’anticipo TFR prima casa: requisiti, importo e tempi
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Redazione Tipresto
Pubblicato il: 17/02/2022
Tempo di lettura: 6 minuti
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Cos’è l’anticipo TFR prima casa: requisiti, importo e tempi

Obiettivo cruciale per la maggior parte dei contribuenti, l’acquisto della casa è una delle ragioni per cui gli italiani sono maggiormente disposti ad attivare un finanziamento. Ma è anche una delle poche finalità ammesse per legge per l’acconto del Trattamento di Fine Rapporto. Si parla infatti di anticipo TFR prima casa, ma quando è possibile ottenerlo? È una scelta conveniente? Quali sono i limiti imposti dalla normativa?

Regolata dalla Legge 297/1982, dal D. Lgs. n. 252/2005 e dall’articolo 2120 del Codice Civile, la normativa sull’anticipo TFR è una soluzione accessibile solo per i dipendenti assunti da almeno 8 anni presso il datore di lavoro attuale. L’erogazione coinvolge esclusivamente una parte del capitale accantonato a titolo di indennità e la concessione è ammessa un’unica volta nell’intero rapporto di lavoro.

La possibilità di ricorrere al TFR anticipato una sola volta fino alla fine del rapporto di lavoro, e per specifiche ragioni, rende questa soluzione poco allettante. Complici anche i tassi di interesse vantaggiosi che popolano il mondo dei finanziamenti, in particolar modo quello della cessione del quinto. Sempre più spesso infatti i lavoratori privati preferiscono sottoscrivere un prestito invece di ricorrere all’anticipo. 

Sommario

Chi può ottenere il TFR prima casa e quando

L’acconto TFR rappresenta un diritto solo quando la ragione per cui si richiede il denaro è tra quelle ammesse dalla normativa. Proprio come accade nel caso dell’anticipo TFR prima casa, sebbene sia possibile ottenere l’anticipazione anche per altre finalità, ma solo a condizione che il datore di lavoro dia il proprio consenso, andando quindi incontro alle esigenze del lavoratore. 

Ci sono poi dei limiti che il datore di lavoro deve rispettare. Sì, perché oltre ad imporre dei requisiti per l’anticipo del TFR del singolo lavoratore, la legge prevede delle soglie massime per l’azienda. In particolare, il datore di lavoro può concedere annualmente l’anticipo a non più del 10% dei lavoratori che ne hanno i requisiti. 

Allo stesso tempo, non bisogna superare il 4% dei dipendenti totali. Una forma di contingentamento delle richieste che ha lo scopo di conservare un certo livello di liquidità in azienda.

Senza dimenticare che la somma viene anticipata solo a condizione che il richiedente non abbia in corso finanziamenti per cui il TFR viene utilizzato come garanzia, e resta quindi vincolato. Un aspetto da non sottovalutare, anche in relazione al confronto tra acconto del Trattamento e cessione del quinto. Quest’ultima infatti può essere richiesta anche da chi ha già attivo un finanziamento, a condizione di rispettare i limiti di legge per la rata di ammortamento.

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Importo e tempi di erogazione dell’anticipo TFR acquisto prima casa

Passando a questioni più pratiche, l’importo erogato con l’anticipo TFR prima casa arriva al massimo al 70% dell’indennità maturata al momento della richiesta. Il lavoratore che desidera stimare il capitale esigibile con l’anticipazione dovrebbe quindi considerare il valore del Trattamento di Fine Rapporto maturato alla data della domanda. Di questo andrà poi calcolato il 70% per trovare l’importo lordo erogabile. Per individuare l’importo netto, va considerata una tassazione del 27%. 

Per questa ragione il capitale esigibile risulta spesso più basso di quello accessibile tramite una cessione del quinto (per cui il dipendente utilizza come garanzia anche il TFR). Una soluzione che, a dispetto di quanto si potrebbe immaginare, è estremamente appetibile anche in termini di costi.

È vero infatti che alla cessione del quinto si applicano degli interessi, ma d’altro canto lasciando il TFR in azienda questo continua a rivalutare nel tempo. Vale a dire che al momento dell’interruzione del rapporto di lavoro il dipendente otterrà una somma più alta, ripagando in parte le spese derivanti dal finanziamento.

C’è poi il capitolo tempistiche. Il termine per l’erogazione del capitale non è comparabile con quello di un finanziamento. Solitamente infatti le procedure per la valutazione dell’istanza di anticipo TFR per acquisto prima casa richiedono varie settimane, durante le quali il datore di lavoro verifica la soddisfazione di tutti i requisiti imposti per legge.

È chiaro quindi che il lavoratore alla ricerca di liquidità in tempi brevi trova la soluzione più efficace nella cessione del quinto. Quest’ultima viene solitamente approvata velocemente e rappresenta la scelta ideale per ottenere denaro con cui finanziare l’acquisto della prima casa, senza bisogno di garanzie ipotecarie ma facendo valere la propria posizione lavorativa. Inoltre, essendo un prestito non finalizzato, la cessione del quinto lascia totale libertà al beneficiario, che impiega il denaro a proprio piacimento.

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Domanda TFR acquisto prima casa: come presentarla e cosa allegare

Come richiedere anticipo TFR per acquisto prima casa? La domanda di anticipo TFR prima casa va inoltrata formalmente al datore di lavoro: in forma scritta e tramite raccomandata. Nel documento vanno specificate le seguenti informazioni:

  • generalità del richiedente;
  • durata del rapporto di lavoro in essere;
  • entità del TFR che si desidera ottenere (espressa in percentuale).

Online si trovano facilmente stampati Fac simile con cui presentare la domanda. La redazione del documento risulta quindi piuttosto semplice. Lo stesso non vale per il reperimento dei documenti da allegare all’istanza di TFR anticipato prima casa.

Entrando nello specifico, sono necessari tutti i documenti che attestano l’effettivo stato di bisogno del richiedente, che può ottenere un anticipo sull’indennità esclusivamente per l’acquisto della prima casa o dell’abitazione da destinare a residenza di un figlio.

Il richiedente è quindi tenuto a produrre:

  • l’atto notarile per l’acquisto della casa oppure un atto sostitutivo, che dimostri comunque l’effettiva compravendita dell’unità immobiliare. Di frequente è sufficiente il compromesso immobiliare.
  • Un’autocertificazione in cui il richiedente specifica di non possedere altre unità immobiliari, o che il figlio per cui desidera acquistare la casa non possiede altre abitazioni.
  • Documenti attestanti la modalità di acquisto della casa (compravendita da azienda edile, costruzione su terreno di proprietà, partecipazione in una cooperativa per la costruzione dello stabile, eccetera)
  • Per le richieste anticipo TFR prima casa per un figlio, lo stato di famiglia per dimostrare il rapporto di parentela con il figlio cui è destinata l’abitazione.

La necessità di produrre una documentazione tanto ricca rappresenta un compito gravoso per il comune contribuente. Lo stesso vale per la valutazione della convenienza dell’anticipo TFR prima casa nel confronto con la cessione del quinto. Meglio perciò ricorrere all’assistenza di un consulente finanziario, l’unico professionista in grado di accompagnare il lavoratore nella scelta della soluzione migliore per le sue necessità.

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