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Pubblicato il: 17 marzo, 2023
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Tassi mutui: attesi nuovi rialzi a ottobre 2022. Ecco perché

Al centro della scena del settore del credito, i tassi mutui sono oggi la variabile più volatile del settore. Dopo gli incrementi dei parametri di riferimento applicati dalla BCE e l’incertezza dovuta al conflitto russo-ucraino, le oscillazioni dei tassi di interesse applicati ai mutui diventano ancor meno prevedibili. E questo rende il mercato ancor più difficile da prevedere.

Una domanda sorge spontanea: quali sono i segnali arrivati dalle banche e dagli esperti del settore? Le letture della situazione variano anche in funzione dei punti di vista, ma per il momento una cosa è certa: i minimi storici a cui i consumatori si erano abituati sono ormai storia vecchia. Chi si approccia al mercato dovrebbe quindi iniziare a fare i conti con i mutui a tasso fisso e variabile che popolano l’attuale offerta del credito.

Ma c’è di più. Stando ad alcune proiezioni degli analisti di settore, a breve verranno applicati nuovi rialzi al tasso mutui. Sì, perché gli attuali trend in salita del tasso mutuo sono dovuti alle politiche della BCE, che nel mese di luglio e in quello di settembre ha applicato due innalzamenti del tasso di riferimento per il mercato mutui, ma ora si attendono quelli prodotti direttamente dalle banche. Di cosa stiamo parlando? Andiamo per gradi.

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Rincari tasso mutuo: a cosa si devono e perché si attendono nuovi rialzi

La Banca Centrale Europea innalzando il tasso BCE ha prodotto un effetto slavina, perché questo viene adottato come riferimento per il calcolo dei tassi nei mutui variabili e non solo. Con l’inevitabile conseguenza che tutto il mercato ha visto una crescita dei tassi mutui direttamente proporzionale alla maggiorazione del tasso BCE, che a luglio è salito dello 0,50% e a settembre dello 0,75%. Per un aumento complessivo dell’1,25% che è andato a ricasco sia sugli enti di credito che sui consumatori.

Dal canto loro, le singole banche e società finanziarie hanno la necessità di ottenere un guadagno con i mutui tasso fisso e tasso variabile che erogano. Questo non dipende dal parametro adottato per l’indicizzazione del tasso di interesse del mutuo, ma dallo spread che vi aggiunge l’istituto. Ossia dall’altra componente del tasso di interesse finale, che rappresenta di fatto il guadagno della banca sull’operazione.

Se finora quindi abbiamo visto gli effetti sul mercato dei rialzi applicati dalla BCE al tasso di riferimento, con il caro energia e l’instabilità economica che governano l’attuale scenario, sono attesi rialzi da parte delle banche. È più che verosimile infatti che gli enti di credito si trovino ad aumentare il costo dei singoli finanziamenti applicando spread più alti di quelli in uso negli ultimi anni.

C’è poi un ulteriore aspetto da tenere in considerazione: la Banca Centrale Europea mette in atto politiche monetarie finalizzate a contrastare l’inflazione. E visto che il costo della vita non sembra voler scendere nel breve termine, è probabile che nei prossimi mesi la BCE decida di aumentare ulteriormente i tassi.

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Come proteggersi dalle oscillazioni dei mercati e i vantaggi del tasso fisso mutuo

Cosa fare di fronte a questo scenario? Chi ha intenzione di sottoscrivere un nuovo finanziamento dovrebbe sicuramente orientarsi verso un mutuo tasso fisso, per essere tutelato contro i prossimi rincari. Il tasso variabile sembra infatti offrire poche prospettive per il momento, dato che non è assolutamente prevedibile tra quanto tempo i tassi mutui saranno in discesa.

Un mutuo a tasso fisso è quindi la scelta migliore per chi desidera la certezza di una rata costante nel tempo, che semplifica la gestione delle finanze familiari. Sottoscrivendo un mutuo a tasso variabile, stando alle previsioni attuali, il mutuatario va incontro a rate di importo elevato per molto tempo, dato che non si prevedono riduzioni né per quelli indicizzati all’Euribor né per quelli indicizzati al tasso BCE.

Nel lungo periodo i valori utilizzati per il calcolo dei tassi variabili potrebbero comunque scendere, anche in maniera notevole, portando ad un risparmio se si considerano gli interessi totali del finanziamento. Tuttavia si tratta di una scelta da considerare con la massima attenzione, meglio se con il supporto di un consulente del credito.

Del resto, la selezione del finanziamento andrebbe sempre condotta alla luce di uno studio delle esigenze del richiedente. Non limitandosi quindi a valutare il tasso di interesse presentato dalle promozioni di banche e società finanziarie, ma entrando nel merito delle capacità di rimborso del soggetto, delle sue necessità economiche e di tutte le spese applicate al mutuo. A prescindere che si tratti di un finanziamento a tasso fisso, variabile o variabile con Cap. Solo un professionista del credito è in grado di fornire un valido supporto in questo senso.

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