rapporto rata reddito
Pubblicato il: 25 aprile, 2023
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L’aumento dei tassi variabili infrange il rapporto rata reddito

Con l’incremento dei tassi di interesse variabili, molti mutuatari si trovano in difficoltà perché la rata periodica ha raggiunto valori oltre quelli stabiliti dal rapporto rata reddito previsto. Sì, perché anche se non esiste una regola precisa, né una normativa di riferimento, per i mutui esiste un limite genericamente fissato da banche ed enti di credito.

Si tratta di un rapporto tra rata mensile e reddito mensile del richiedente (che nel caso di mutui cointestati è esteso ai redditi di entrambi). Come misura generale, banche e società finanziarie non ammettono rate superiori ad un terzo del reddito fisso del debitore. E in alcuni casi, la soglia limite scende al 30%, in funzione sia della solidità reddituale del soggetto, sia delle politiche adottate dalla banca.

Ma cosa succede nello scenario attuale? Quali sono le conseguenze per i mutuatari che hanno in corso un finanziamento a tasso di interesse variabile? Vediamolo insieme.

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Aumento dei tassi e calcolo rata reddito: oggi il 18,5% dei mutuatari non otterrebbe credito

Il repentino rialzo dei tassi di interesse dei mutui a tasso variabile ha portato all’inevitabile aumento della rata periodica del finanziamento. Con la conseguenza che questa ha avuto un aumento mensile anche di 40 euro.

Come è facile intuire, aumenti di questo tipo non solo rendono difficile sostenere i costi del mutuo, ma incidono anche sul rapporto rata reddito del mutuo. Sì, perché oltre a non essere sostenibile dal punto di vista del richiedente, la rata non è più coerente con le politiche adottate dalla banca nell’erogazione del credito.

Secondo i dati pubblicati da Facile.it, circa il 18,5% dei mutuatari che nel 2022 hanno richiesto un mutuo casa a tasso variabile oggi non potrebbe ottenere lo stesso finanziamento. Colpa dei tassi di interesse, che facendo aumentare la rata mensile prevista rendono il mutuo non in linea con la capacità di rimborso del soggetto. Ma anche di scelte non sempre del tutto consapevoli: sottoscrivere un mutuo a tasso variabile espone sempre a possibili variazioni della rata. Quindi è consigliabile attivare un piano di ammortamento che tenga conto di un certo livello di oscillazione, permettendo al richiedente di gestire eventuali aumenti della rata.

In altre parole, per mantenere il rapporto rata reddito mutuo coerente oggi serve uno stipendio più alto di quello richiesto nel 2022. Tale incremento del reddito necessario per la concessione del credito si quantifica in una misura del 27%.

Come gestire la situazione a questo punto? Chi ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile e oggi si trova in difficoltà con il pagamento delle rate dovrebbe considerare una rinegoziazione del finanziamento o la surroga dello stesso. In entrambi i casi è possibile il passaggio al tasso fisso, anche se non è certo che la rata diminuisca in questo modo. Per rendere i pagamenti periodici più sostenibili è possibile allungare l’ammortamento.

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