Anticipo e calcolo importo TFS dipendenti pubblici: ecco a quanto ammonta
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Redazione Tipresto
Pubblicato il: 06/12/2021
Tempo di lettura: 4 minuti
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Anticipo e calcolo importo TFS dipendenti pubblici: ecco a quanto ammonta

Corrisposto con il pensionamento, in favore dei dipendenti pubblici e statali assunti a tempo indeterminato prima di gennaio 2001, il Trattamento di Fine Servizio è un’indennità prevista per legge. La sua erogazione avviene infatti d’ufficio, ma solitamente prevede tempi molto estesi. È frequente che un lavoratore pubblico giunto alla pensione debba attendere anche oltre un anno per vedersi corrispondere la prima trance del trattamento maturato. Come ovviare al problema tempo? Grazie all’anticipo dell’importo TFS dipendenti pubblici da parte di una banca.

Si tratta dell’anticipo TFS, una procedura che prevede la cessione del trattamento in favore di una banca per ottenere in tempi brevi le somme spettanti, o parte di esse. In cambio di questa riduzione dell’attesa, il pensionato corrisponde alla banca un interesse, ma non è chiamato a presentare alcuna forma di garanzia. Questo particolare finanziamento, erogato anche a condizioni agevolate, gode infatti della copertura del Fondo di garanzia di cui all’articolo 23 del decreto-legge n. 4/2019.

Ecco quindi che l’anticipo TFS/TFR si presenta come un’opzione estremamente vantaggiosa per il pensionato che intende utilizzare l’indennità per realizzare un progetto o affrontare spese improvvise. Ma quanto è possibile ottenere? La risposta non è scontata.

Sebbene la normativa preveda una somma massima, l’effettivo importo finanziabile varia di caso in caso, a seconda dell’entità del trattamento maturato dal richiedente. È questo perciò il punto di partenza per scoprire l’importo TFS dipendenti pubblici e, di conseguenza, quanto sarà possibile ottenere con un finanziamento per l’anticipo.

Sommario

Come funziona il calcolo liquidazione dipendenti pubblici e quali documenti presentare

Come si calcola il TFS per i dipendenti pubblici? Il calcolo viene effettuato sulla base dell’ultima retribuzione del soggetto. L’indennità matura grazie ai versamenti effettuati dall’amministrazione datrice di lavoro e dal dipendente, che contribuisce a questa liquidazione in una misura pari a circa il 2,5%. 

Altro aspetto caratteristico dell’importo TFS dipendenti pubblici è la sua natura sia retributiva che previdenziale. Quanto all’erogazione, invece, può avvenire in varie modalità.

  • Versamento in un’unica soluzione, a condizione che la somma lorda complessiva non superi i 50.000 euro.
  • Pagamento con due rate annuali, se la somma lorda complessiva è superiore a 50.000 euro, ma inferiore a 100.000 euro.
  • Versamento con tre rate annuali, se la somma lorda complessiva supera i 100.000 euro.

Passando alla stima dell’indennità che si otterrà, questa viene attestata dall’Inps attraverso un apposito documento. Ma se si desidera fare un calcolo ancor prima di presentare la domanda di certificazione dell’importo TFS dipendenti pubblici, è possibile basarsi sui dati contenuti nel prospetto TFS.

Questo documento, consultabile online tramite il fascicolo previdenziale del cittadino presente sul sito Inps, contiene tutti i dati di natura giuridica ed economica utili all’elaborazione dell’indennità. Nonché le informazioni inerenti alle modalità previste per il versamento del trattamento in favore del beneficiario. 

In linea di massima, possiamo dire che l’importo dell’indennità è calcolato partendo da una somma pari all’80% dell’ultima busta paga netta percepita dal dipendente pubblico o statale. L’importo è quindi diviso per 12, e la dodicesima parte viene moltiplicata per un valore corrispondente agli anni di servizio utili per la buona uscita. 

È evidente che la procedura per il calcolo TFR dipendenti pubblici non è banale e il rischio di commettere un errore è alto. Per una stima davvero attendibile, serve la professionalità di un consulente finanziario specializzato in questo segmento di credito.

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Come si calcola la liquidazione dipendenti pubblici con prestito per anticipo TFS

Nelle righe precedenti ci siamo concentrati sul TFS e il calcolo dell’indennità, passiamo quindi all’importo accessibile dall’ex dipendente pubblico o statale con il prestito per anticipo. Chiaramente, la somma massima erogabile dagli istituti di credito non può mai superare il trattamento maturato dal richiedente, ma è possibile raggiungere la totalità dell’indennità.

Nello specifico, la normativa sull’anticipo TFS/TFR stabilisce che la concessione di questo particolare finanziamento a tasso agevolato possa avvenire solo da parte di banche e società finanziarie che hanno sottoscritto il relativo Accordo Quadro. 

L’accordo impone un limite di 45.000 euro. È questo quindi il massimo importo TFS dipendenti pubblici che può essere concesso a condizioni agevolate da parte degli istituti di credito che hanno stipulato la convenzione con l’Inps e i ministeri di pertinenza. Situazione in cui il beneficiario del prestito di anticipo TFS/TFR gode dell’applicazione di condizioni di rimborso agevolate.

Le cose cambiano se la richiesta di anticipo TFS viene presentata ad una banca che non rientra nella convenzione. In questo scenario, il beneficiario non è soggetto al limite di 45.000 euro e può quindi richiedere fino al 100% del trattamento maturato. Indipendentemente dall’entità dello stesso.

Allo stesso tempo, la banca che non ha sottoscritto l’Accordo Quadro non è tenuta all’applicazione del tasso di interesse agevolato stabilito dall’accordo. Il prestito viene quindi concesso ad un tasso di mercato, che generalmente è un po’ più alto di quello applicato nell’ambito della convenzione.

C’è però un’altra via, che consente di unire i vantaggi delle due soluzioni: rivolgersi ad una banca convenzionata con l’Inps per ottenere 45.000 euro a tasso agevolato e la quota di TFS eccedente tale somma a tasso di mercato. Vengono quindi attivate contemporaneamente due procedure di anticipo, che consentono di aggirare l’ostacolo senza rinunciare ai benefici della garanzia statale.

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