Anticipo e calcolo importo TFS dipendenti pubblici: ecco a quanto ammonta
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Redazione Tipresto
Pubblicato il: 16/06/2022
Tempo di lettura: 7 minuti
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Anticipo e calcolo importo TFS dipendenti pubblici: ecco a quanto ammonta

Corrisposto con il pensionamento, in favore dei dipendenti pubblici e statali assunti a tempo indeterminato prima di gennaio 2001, il Trattamento di Fine Servizio è un’indennità prevista per legge. La sua erogazione avviene infatti d’ufficio, ma solitamente prevede tempi molto estesi. È frequente che un lavoratore pubblico giunto alla pensione debba attendere anche oltre un anno per vedersi corrispondere la prima tranche del trattamento maturato. Come ovviare al problema tempo? Grazie all’anticipo dell’importo TFS dipendenti pubblici da parte di una banca.

Si tratta dell’anticipo TFS, una procedura che prevede la cessione del trattamento in favore di una banca per ottenere in tempi brevi le somme spettanti, o parte di esse. In cambio di questa riduzione dell’attesa, il pensionato corrisponde alla banca un interesse, ma non è chiamato a presentare alcuna forma di garanzia. Questo particolare finanziamento, erogato anche a condizioni agevolate, gode infatti della copertura del Fondo di garanzia di cui all’articolo 23 del decreto-legge n. 4/2019.

Ecco quindi che l’anticipo TFS/TFR si presenta come un’opzione estremamente vantaggiosa per il pensionato che intende utilizzare l’indennità per realizzare un progetto o affrontare spese improvvise. Ma quanto è possibile ottenere? La risposta non è scontata.

Sebbene la normativa preveda una somma massima, l’effettivo importo finanziabile varia di caso in caso, a seconda dell’entità del trattamento maturato dal richiedente. È questo perciò il punto di partenza per scoprire l’importo TFS dipendenti pubblici e, di conseguenza, quanto sarà possibile ottenere con un finanziamento per l’anticipo.

Sommario

Come funziona il calcolo liquidazione dipendenti pubblici e quali documenti presentare

Come si calcola il TFS per i dipendenti pubblici? Il calcolo viene effettuato sulla base dell’ultima retribuzione del soggetto. L’indennità matura grazie ai versamenti effettuati dall’amministrazione datrice di lavoro e dal dipendente, che contribuisce a questa liquidazione in una misura pari a circa il 2,5%. 

Altro aspetto caratteristico dell’importo TFS dipendenti pubblici è la sua natura sia retributiva che previdenziale. Quanto all’erogazione, invece, può avvenire in varie modalità.

  • Versamento in un’unica soluzione, a condizione che la somma lorda complessiva non superi i 50.000 euro.
  • Pagamento con due rate annuali, se la somma lorda complessiva è superiore a 50.000 euro, ma inferiore a 100.000 euro.
  • Versamento con tre rate annuali, se la somma lorda complessiva supera i 100.000 euro.

Passando alla stima dell’indennità che si otterrà, questa viene attestata dall’Inps attraverso un apposito documento. Ma se si desidera fare un calcolo ancor prima di presentare la domanda di certificazione dell’importo TFS dipendenti pubblici, è possibile basarsi sui dati contenuti nel prospetto TFS.

Questo documento, consultabile online tramite il fascicolo previdenziale del cittadino presente sul sito Inps, contiene tutti i dati di natura giuridica ed economica utili all’elaborazione dell’indennità. Nonché le informazioni inerenti alle modalità previste per il versamento del trattamento in favore del beneficiario. 

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Quali sono i tempi liquidazione TFR dipendenti pubblici

Analogamente a quanto accade al TFS, il TFR dipendenti pubblici viene erogato in una o più tranche a seconda dell’entità del trattamento maturato. In particolare, i dipendenti pubblici che arrivano alla pensione, e hanno maturato i requisiti per l’accesso al trattamento previdenziale a partire da gennaio 2014, ottengono il TFR secondo le seguenti modalità.

  • In una sola erogazione se il trattamento complessivo lordo non supera i 50.000 euro.
  • In due rate con cadenza annuale, se il trattamento complessivo lordo è compreso tra 50.000 e 100.000 euro. In questo caso, il primo versamento ha importo pari a 50.000 euro, il secondo corrisponde alla quota di TFR rimanente.
  • In tre rate con cadenza annuale se il trattamento complessivo lordo ha un importo superiore a 100.000 euro. I primi due versamenti hanno importo pari a 50.000 euro, il terzo corrisponde alla quota residua del TFR. Il pagamento della seconda e della terza tranche avviene rispettivamente dopo 12 e 24 mesi dalla data in cui decorre il diritto al versamento della prima quota.

Quando viene pagato il TFR ai dipendenti pubblici? I tempi liquidazione TFR dipendenti pubblici variano a seconda della ragione che porta alla cessazione del rapporto di lavoro. Nello specifico, il pagamento avviene secondo le seguenti tempistiche.

  • Entro 105 giorni per morte o inabilità.
  • Dopo 12 mesi dalla fine del rapporto professionale per raggiungimento del limite di età o termine del contratto a tempo determinato.
  • Dopo 24 mesi dalla cessazione negli altri casi.

Come accade per il TFS, il TFR è corrisposto d’ufficio, quindi non è necessario presentare una domanda per ottenerlo. L’attivazione di una procedura di richiesta è prevista solo nell’ipotesi di anticipo TFR dipendenti pubblici, con la possibilità di effettuare simulazioni online, su www.inps.it, oppure ricorrendo al supporto di un consulente del credito specializzato in questo segmento di prestiti.

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Come si calcola la liquidazione dipendenti pubblici e statali per l'anticipo TFS?

Per calcolare il trattamento fine servizio, dobbiamo avere alcuni dati di esempio. 

Nella simulazione che segue, ipotizziamo che:

  • il richiedente abbia uno stipendio lordo di €2.400 (come ultima paga prima del pensionamento);
  • ed abbia maturato 41 anni di servizio utili per la buona uscita.

 

Ora possiamo effettuare un calcolo matematico per ottenere una stima del TFS maturato:  

 

  1. €2.400 x 13 mensilità = €31.200 (stipendio annuo lordo);
  2. €31.200 ÷ 12 mesi = €2.600 (media mensile lorda);
  3. €2.600 - 25% = €1.950 (stipendio mensile medio al netto delle tasse);
  4. €1.950 x 41 = 79.950 (calcolo approssimativo TFS maturato).

 

Se vuoi applicare queso esempio alla tua situazione, ti basterà sostituire gli importi del tuo stipendio lordo e degli anni di servizio che hai maturato per calcolare il TFS maturato

N.B: É evidente che la procedura corretta per il calcolo TFR dipendenti pubblici e statali non è banale e il rischio di commettere un errore (o di non avere la certezza che l'importo sia corretto) è alto. Per una stima davvero attendibile, serve la professionalità di un consulente specializzato in questo segmento di credito quindi ti consigliamo di chiedere informazioni dettagliate ad un Esperto di zona.

 

Nelle righe precedenti ci siamo concentrati sul TFS e il calcolo dell’indennità di fine servizio, passiamo quindi all’importo accessibile dall’ex dipendente pubblico o statale con il prestito per anticipo. Chiaramente, la somma massima erogabile dagli istituti di credito non può mai superare il trattamento maturato dal richiedente, ma è possibile raggiungere la totalità dell’indennità.

Nello specifico, la normativa sull’anticipo TFS/TFR stabilisce che la concessione di questo particolare finanziamento a tasso agevolato possa avvenire solo da parte di banche e società finanziarie che hanno sottoscritto il relativo Accordo Quadro. 

L’accordo impone un limite di 45.000 euro. È questo quindi il massimo importo TFS dipendenti pubblici che può essere concesso a condizioni agevolate da parte degli istituti di credito che hanno sottoscritto l'accordo quadro. Situazione in cui il beneficiario del prestito di anticipo TFS/TFR gode dell’applicazione di condizioni di rimborso agevolate.

Le cose cambiano se la richiesta di anticipo TFS viene presentata ad una banca che non rientra nella convenzione. In questo scenario, il beneficiario non è soggetto al limite di 45.000 euro e può quindi richiedere fino al 100% del trattamento maturato. Indipendentemente dall’entità dello stesso a tasso di mercato.

Allo stesso tempo, la banca che non ha sottoscritto l’Accordo Quadro non è tenuta all’applicazione del tasso di interesse agevolato stabilito dall’accordo. Il prestito viene quindi concesso ad un tasso di mercato, che generalmente è un po’ più alto di quello applicato nell’ambito della convenzione.

C’è però un’altra via, che consente di unire i vantaggi delle due soluzioni: rivolgersi ad una banca che aderisce all'accordo quadro per ottenere 45.000 euro a tasso agevolato e la quota di TFS eccedente tale somma a tasso di mercato. Vengono quindi attivate contemporaneamente due procedure di anticipo, che consentono di aggirare l’ostacolo senza rinunciare ai benefici della garanzia statale.

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