Guida all’anticipo TFS: cos’è, come funziona e a chi si rivolge
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Redazione Tipresto
Pubblicato il: 06/12/2021
Tempo di lettura: 6 minuti
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Guida all’anticipo TFS: cos’è, come funziona e a chi si rivolge

Introdotto con il decreto n.4/2019, convertito nella legge n. 26 del 28 marzo 2019, l’anticipo TFS è una particolare forma di prestito rivolta a lavoratori pubblici e statali. Consente di accedere al TFS (Trattamento di Fine Servizio) senza attendere i lunghi tempi applicati per lo svolgimento delle varie procedure da parte dell’Inps.  A condizione chiaramente di aver maturato i requisiti per l’accesso alla pensione.

L’erogazione del Trattamento di Fine Servizio è un diritto del lavoratore e viene riconosciuto per legge ai dipendenti statali e pubblici che sono stati assunti entro il 1° gennaio 2001. L’indennità ha carattere previdenziale e retributivo.

La possibilità di ottenerla in tempi brevi è stata prevista nella normativa italiana da relativamente poco tempo. In particolare, la norma di riferimento è quella che introduce anche la pensione anticipata tramite Quota 100. 

Le procedure che regolano richiesta ed erogazione del finanziamento sono stabilite da uno specifico regolamento (come stabilito con il D.P.C.M. n. 51 del 22 aprile 2020) e dall’Accordo Quadro sottoscritto dai vari enti coinvolti. Hanno preso parte alla sua redazione:

  • Ministero del Lavoro e delle politiche sociali;
  • Ministero dell’Economia e delle finanze;
  • Ministero della Pubblica amministrazione;
  • Associazione Bancaria Italiana;
  • INPS;
  • Ministero per la Pubblica amministrazione.

L’Accordo Quadro definisce i termini e le modalità con cui la banca aderisce all’accordo per concedere l’anticipo TFS a tasso di interesse agevolato. Nonché le altre condizioni economiche previste per il finanziamento e gli aspetti fondamentali della proposta di contratto.

Sommario

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Come funziona l’anticipazione TFS statali e pubblici

L’anticipo TFS/TFR è una misura molto apprezzata perché consente di accorciare le differenze di trattamento che si riscontrano tra lavoratori privati e pubblici. Se i dipendenti del settore privato che raggiungono la pensione si vedono erogare il TFR nell’arco di qualche settimana, chi lavora in ambito pubblico deve solitamente attendere almeno 12 mesi.

È la particolarità del meccanismo a rendere l’anticipo del TFS/TFR una misura tanto interessante per i pensionati pubblici e statali. Oltre ad ottenere velocemente l’intero valore, o una quota consistente, del Trattamento di Fine Servizio o di Fine Rapporto, i costi da sostenere sono ridotti e l’accesso al credito è semplice.

Ma quali sono i requisiti per ottenere il finanziamento? Fanno parte della platea dei beneficiari i dipendenti pubblici che usufruiscono della Quota 100 e quanti sono andati in pensione prima dell’entrata in vigore del decreto-legge n. 4/2019 (con cui è stata introdotta la Quota 100). Rientrano in quest’ultima categoria i titolari di:

  • pensione anticipata;
  • pensione di vecchiaia.

Naturalmente non è possibile ottenere l’anticipo per quanti cessano l’attività lavorativa senza diritto alla pensione. Nonché per le categorie di lavoratori pubblici e statali che hanno avuto accesso alla pensione tramite leggi diverse da quelle cui fa riferimento la normativa per l’anticipo del TFS/TFR (ossia il decreto-legge n. 4/2019 e il decreto-legge n. 201 del 6 dicembre 2011).

Passando alla questione di come richiedere l’anticipo del TFS, il pensionato che intende ridurre i tempi di attesa per l’erogazione dell’indennità deve per prima cosa richiedere la documentazione attestante il diritto all’anticipazione. Questa viene prodotta dall’ente che eroga l’indennità, che può essere l’Inps o l’amministrazione di appartenenza. Una volta in possesso del documento, il pensionato può trasmettere la domanda di anticipo ad una banca aderente all’Accordo Quadro.

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Interessi e spese per anticipo TFS banche convenzionate

Quanto costa l’anticipo del TFS? A fronte dell’anticipo TFS statali e pubblici, la banca convenzionata applica un tasso di interesse stabilito sulla base dell’Accordo Quadro che regola il finanziamento e a cui le banche devono aderire per concedere il prestito. L’interesse, determinato alla data di richiesta dell’anticipo, corrisponde al rendimento medio dei titoli pubblici con la medesima durata del finanziamento, con una maggiorazione dello 0,40%. In ogni caso, il Tasso Annuo Nominale non può essere inferiore allo 0,40%.

Il calcolo degli interessi avviene comunque secondo il regime di capitalizzazione semplice. E la banca che eroga l’anticipo TFS/TFR non può applicare al finanziamento ulteriori oneri. Fanno eccezione solo le spese previste dall’Accordo Quadro in caso di estinzione anticipata. Queste non possono però eccedere i costi sostenuti dalla banca per la gestione della richiesta di estinzione e non devono in alcun caso superare gli interessi che sarebbero stati corrisposti altrimenti.

Va comunque chiarito che le banche possono proporre al pensionato avente diritto al TFS condizioni migliorative. E il titolare può cederlo a qualsiasi istituto di credito, anche se non convenzionato. 

Quanto all’importo anticipato, viene definito sulla base dell’indennità di fine rapporto o fine servizio maturata dal lavoratore pubblico o statale che presenta la richiesta. A tal proposito si considera l’indennità al netto delle imposte.

La somma massima erogabile dalla banca in qualità di anticipo del TFS viene comunque stabilita solo a fronte dell’apposita certificazione fornita dall’Inps o dal datore di lavoro. Un documento essenziale per accedere a questo particolare finanziamento, e che il pensionato deve ottenere prima di presentare qualsiasi richiesta di anticipo TFS dipendenti pubblici.

La certificazione TFS è però solo uno degli aspetti di cui tenere conto prima di presentare la domanda di anticipo. Ecco perché prima di inoltrare istanza di finanziamento è consigliabile ricorrere all’assistenza di un consulente finanziario.

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Altri vantaggi del prestito TFS anticipo per pensionati pubblici e statali

Finora abbiamo visto solo alcuni dei vantaggi di ricorrere all’anticipo TFS. Oltre ad avere costi ridotti, nel confronto con i tradizionali prestiti, e a ridurre sensibilmente i tempi di erogazione dell’indennità di fine servizio, questo particolare prodotto non richiede garanzie.

Al momento della richiesta il pensionato deve dimostrare di aver diritto al finanziamento presentando tutta la documentazione richiesta L’operazione beneficia del Fondo di Garanzia istituito con l’articolo 23, comma 3, del decreto-legge  n. 4/2019.                                                     

 La copertura assume efficacia il giorno in cui la banca corrisponde la relativa commissione di accesso. 

Gestito dall’Inps, il Fondo si attiva per l’80% dell’importo dell’anticipo TFS/TFR con una copertura a prima richiesta, incondizionata e irrevocabile.

Restando in tema di vantaggi dell’anticipo TFS, la somma erogata dalle banche in convenzione (ossia che hanno sottoscritto l’Accordo Quadro) può arrivare fino a 45.000 euro e l’importo ceduto non è soggetto a procedure di pignoramento o sequestro.

Vale a dire che, una volta accettata la richiesta di prestito per l’anticipo dell’indennità, il Trattamento di Fine Servizio o Fine Rapporto del beneficiario non potrà essere oggetto di sequestro, pignoramento o esecuzione forzata. Indipendentemente dalla presenza di qualsiasi azione esecutiva o cautelare. Merito della cessione pro solvendo di cui gode il finanziamento e che viene attivata automaticamente, nel limite della somma anticipata. Nel solo caso di anticipo in convenzione non devono esserci sofferenze creditizie a carico del richiedente ed in caso di separazione o divorzio è da presentare la relativa documentazione.


Se invece ci si rivolge a banche che non hanno aderito all’Accordo, non ci sono limiti di importo da rispettare ed è possibile quindi ottenere sempre il 100% del TFS. Tuttavia, è applicato un tasso di mercato, generalmente più alto rispetto a quello previsto per le operazioni in convenzione.

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