Chi eroga il prestito anticipo TFS banche convenzionate e procedure
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Redazione Tipresto
Pubblicato il: 26/11/2021
Tempo di lettura: 4 minuti
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Chi eroga il prestito anticipo TFS banche convenzionate e procedure

L’anticipo TFS/TFR è un finanziamento introdotto dalla normativa italiana con il decreto n.4/2019 al fine di ridurre le disparità di trattamento tra dipendenti pubblici e privati nell’accesso alle indennità di fine rapporto o servizio. Senza il ricorso all’anticipo TFS banche convenzionate, infatti, lavoratori statali e pubblici che raggiungono il pensionamento, devono attendere anche oltre un anno per ricevere (in misura parziale o totale) l’indennità maturata. Mentre gli afferenti al settore privato, ottengono il TFR nell’arco di qualche settimana.

Ma l’intervento del legislatore non si limita alla sola presenza dell’anticipo TFS come soluzione per evitare i lunghi tempi ordinari. È stato redatto un Accordo Quadro, con il coinvolgimento di ABI, Inps e diversi ministeri. Questo ha lo scopo di garantire l’erogazione anticipata dell’indennità a condizioni vantaggiose, ossia con un tasso di interesse agevolato.

La sottoscrizione dell’Accordo Quadro da parte delle banche è volontaria e gli aderenti possono anticipare TFS fino a 45.000 euro. Godendo della copertura di un fondo di garanzia e con l’applicazione del suddetto tasso agevolato.

L’anticipo TFS banche convenzionate è però solo una delle opzioni disponibili. Il Trattamento di Fine Servizio può essere anticipato anche da istituti di credito che non hanno sottoscritto l’Accordo Quadro. In questo caso, non sono applicati limiti per la somma erogata, che può quindi corrispondere al 100% del TFS/TFR. Sono inoltre applicate condizioni di rimborso in linea con quelle di mercato.

Sommario

Perché rivolgersi alle banche convenzionate anticipo TFS: fino 45.000 euro a tasso agevolato

Quali banche anticipano il TFS a tasso agevolato? Possono corrispondere l’anticipo TFS a condizioni agevolate solo gli istituti di credito che hanno sottoscritto l’Accordo Quadro di cui all’art. 2 del DPCM n. 51 del 2020.

La banca aderisce alla convenzione comunicandone la volontà alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (per la precisione al Dipartimento della Funzione Pubblica) sfruttando il portale lavoropubblico.gov.it. Tramite lo stesso sito il cittadino può consultare la lista degli istituti di credito convenzionati, denominata anche “anticipo TFS elenco banche convenzionate”.

Chiaramente scegliendo un operatore di questo tipo, il lavoratore pubblico o statale che ha raggiunto la pensione gode di tutti i vantaggi sanciti dall’Accordo Quadro. Primo su tutti un tasso di interesse agevolato, corrispondente al rendimento medio dei titoli pubblici con la medesima durata del finanziamento, maggiorato dello 0,40%. Inoltre, la banca non può applicare ulteriori spese al finanziamento, a meno che non si verifichi l’estinzione anticipata. Ma anche in quel caso, i costi sono stabiliti dall’Accordo. 

Come già accennato, la somma massima erogabile a condizioni agevolate dalle banche che aderiscono anticipo TFS è di 45.000 euro e l’operazione gode della copertura di un fondo di garanzia statale, in gestione all’Inps.

Quanto all’operatività della banca nell’ambito dell’anticipo TFS, gli enti di credito convenzionati che ricevono una richiesta di prestito anticipo TFS devono predisporre una proposta di contratto nel rispetto di quanto stabilito dall’Accordo Quadro. Tuttavia, il contratto è da considerare perfezionato solo in seguito a:

  • Accettazione da parte della banca della richiesta avanzata dall’ex dipendente pubblico;
  • Comunicazione all’ente erogatore del TFS dell’accettazione della domanda di finanziamento. 

Il contratto anticipo TFS banche convenzionate diviene efficace con la comunicazione della presa d’atto che l’ente erogatore trasmette all’istituto di credito. Se l’ente erogatore certifica un importo cedibile minore di quello attestato in precedenza, può essere presentata una nuova richiesta.

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Nessun limite di importo con anticipo TFS banche non convenzionate

Ma cosa accade quando si sceglie di non ricorrere all’anticipo TFS banche convenzionate? La strada alternativa per ottenere l’indennità di fine servizio prima dei tempi ordinari è cedere il trattamento ad una banca non convenzionata con Inps e ministeri. Ossia un istituto di credito che propone contratti di anticipo TFS/TFR a condizioni di mercato.

In questo caso, non ci sono i limiti di importo che si incontrano ricorrendo alle banche anticipo TFS che hanno aderito all’Accordo Quadro. La somma massima erogabile viene stabilita dall’ente di credito, che può quindi concedere fino al 100% del trattamento maturato dal richiedente.

Resta comunque essenziale la presentazione del documento rilasciato dall’ente erogatore del TFS/TFR per la certificazione dell’entità dell’indennità. Quanto poi a tasso di interesse ed altri oneri, le condizioni variano da banca a banca, e generalmente sono più onerose di quelle stabilite dall’Accordo Quadro.

Va comunque chiarito che ricorrere ad una banca non convenzionata non significa necessariamente vedersi applicati tassi di interesse elevati. Anzi, ci sono enti bancari che applicano condizioni competitive e persino offerte di anticipo TFS banche convenzionate che prevedono l’erogazione del Trattamento di Fine Servizio attraverso due contratti di finanziamento.

Come funziona? Un prestito di anticipo viene sottoscritto secondo la convenzione, per l’erogazione di 45.000 euro a tasso agevolato. L’altro, stipulato a condizioni di mercato, consente l’erogazione della somma eccedente il limite imposto dalla convenzione per le banche aderenti anticipo TFS.

Trovare l’offerta che risponde al meglio alle proprie necessità non è comunque scontato. Prima di avanzare una richiesta di prestito per anticipo TFS banche convenzionate o non convenzionate, è buona regola consultare un consulente finanziario. Solo così si ha la certezza di un supporto professionale, fornito da uno specialista del settore con profonde conoscenze in materia di credito.

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