Cosa sapere sui prestiti Inpdap: caratteristiche, funzionamento e vantaggi
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Redazione Tipresto
Pubblicato il: 26/01/2022
Tempo di lettura: 8 minuti
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Cosa sapere sui prestiti Inpdap: caratteristiche, funzionamento e vantaggi

Oltre alle prestazioni previdenziali, l’Inps agevola lavoratori dipendenti e pensionati del settore pubblico nell’accesso al credito. Merito di prestiti erogati direttamente dall’ente attraverso specifici fondi, ma anche di finanziamenti concessi da banche e società finanziarie convenzionate con l’Istituto. In tutti questi casi si parla di prestiti Inpdap.

Il fondo di riferimento per i prestiti destinati ai soggetti afferenti al mondo del pubblico impiego è la Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, più semplicemente nota come Fondo Credito ex Inpdap. Istituito negli anni ‘90, il fondo è alimentato dalla contribuzione dei propri iscritti, che si realizza nella misura dello 0,15% della pensione per i titolari di trattamenti previdenziali. Mentre per i dipendenti pubblici in attività corrisponde allo 0,35% della retribuzione contributiva e pensionabile e viene applicata con cadenza mensile.

A tal proposito va specificato che sono iscritti in maniera obbligatoria i dipendenti del settore pubblico che fanno riferimento alla Gestione Inps ex Inpdap. A cui si aggiungono i soggetti (dipendenti e pensionati) che si sono iscritti volontariamente entro giugno 2008 e quanti hanno scelto di aderire spontaneamente sfruttando la riapertura delle iscrizioni nella finestra temporale che va dal 20 agosto 2021 al 20 febbraio 2022.

Il contributo degli iscritti alimenta direttamente i prestiti erogati direttamente dalla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. Va quindi a costituire le risorse utilizzate per l’erogazione di finanziamenti a condizioni agevolate e delle altre prestazioni creditizie e sociali. I contributi non fanno invece parte del capitale grazie al quale vengono concessi i prestiti Inps ex Inpdap garantiti, accordati da banche e società finanziarie convenzionate.

Fatta questa premessa sulla differenza fondamentale tra i prestiti Inpdap diretti e quelli garantiti, passiamo a requisiti e condizioni di rimborso dei finanziamenti.

 

Sommario

 

Come funziona il piccolo prestito Inpdap e chi può ottenerlo 

I prestiti Inpdap dipendenti pubblici erogati dall’ente previdenziale sono detti diretti e si dividono in due categorie:

  • piccoli prestiti;
  • prestiti pluriennali.

I piccoli prestiti Inpdap sono rivolti ai lavoratori e pensionati pubblici iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. Sono erogati, nei limiti delle risorse del fondo, per far fronte a necessità familiari. L’entità del capitale destinato a questo genere di prestazione viene definita annualmente, di conseguenza non è certo che tutte le richieste vengano accettate.

Quanto all’importo finanziabile, la somma massima erogabile è calcolata in funzione di:

  • stipendio o pensione del richiedente;
  • durata del piano di rimborso.

Sì, perché è possibile ottenere una mensilità di stipendio o pensione per ogni anno di rimborso, da restituire con rate costanti trattenute dalla busta paga o dal cedolino pensione. Le pezzature ammesse, come è facile intuire, sono 12, 24, 36 e 48 mesi.

Se il richiedente non ha in corso altre trattenute sull’assegno mensile, il piccolo prestito Inpdap può essere richiesto anche in doppia mensilità. In questo caso, la somma finanziabile corrisponde a due mensilità di stipendio o pensione percepite dal richiedente per ogni anno di durata dell’ammortamento.

Vale a dire che lavoratori e pensionati iscritti alla Gestione ex Inpdap dell’Inps possono ricevere:

  • prestiti annuali con importo pari a due mensilità;
  • prestiti biennali con importo pari a quattro mensilità;
  • prestiti triennali con importo pari a sei mensilità;
  • prestiti quadriennali con importo pari a otto mensilità.

La rata periodica ha cadenza mensile e non può superare il quinto cedibile, secondo la logica della cessione del quinto. Quanto ai costi, al piccolo prestito Inps Inpdap si applicano:

  • un TAN del 4,25%;
  • un’aliquota dello 0,5% per oneri amministrativi;
  • premio per il fondo rischi definito in funzione dell’età del richiedente e della durata del piccolo prestito Inps.

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Cosa sapere sull’offerta Inpdap prestiti pluriennali diretti

Fanno parte dei finanziamenti erogati dal Fondo Credito ex Inpdap anche i prestiti pluriennali. Sebbene seguano logiche simili a quelle dei piccoli prestiti Inps, si distinguono per numerosi aspetti divergenti, dalla durata ai beneficiari.

Possono ottenere i prestiti Inpdap pluriennali solo i dipendenti pubblici che hanno maturato almeno quattro anni di contribuzione presso la Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali e quattro anni di anzianità di servizio utile ai fini della pensione. È necessario poi che il richiedente sia in attività di servizio e titolare di un contratto a tempo indeterminato, o di contratto a termine con durata minima di tre anni. In altre parole, sono esclusi i pensionati.

Un’altra importante differenza rispetto al piccolo prestito riguarda le finalità. I prestiti Inpdap pluriennali sono erogati solo per specifiche esigenze familiari o personali tra quelle ammesse dal relativo regolamento. Ovviamente, ai fini dell’accesso al credito può essere necessario presentare la documentazione attestante l’effettiva necessità.

Come funzionano i prestiti Inpdap pluriennali? A differenza dei piccoli prestiti, hanno solo due possibili durate: 5 e 10 anni. La somma finanziabile viene definita in base alle capacità di rimborso del beneficiario, nel rispetto del quinto cedibile di stipendio o pensione. Sempre secondo il meccanismo della cessione del quinto.

Quando il finanziamento è richiesto per una delle finalità che, secondo quanto stabilito dal regolamento Inps, impongono la presentazione di documentazione specifica. In questo caso la somma erogabile non può superare i costi sostenuti o preventivati. Come i piccoli prestiti, i pluriennali vengono concessi nel rispetto delle disponibilità annuali del fondo. 

Le rate hanno cadenza mensile e l’importo non può superare un quinto dello stipendio. Il TAN è 3,50%, l’aliquota per le spese amministrative ammonta allo 0,5%. Il premio per fondo rischi è definito sulla base dell’età e della durata del prestito.

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Che vantaggi offrono i prestiti ex Inpdap pluriennali garantiti 

Molto diversi dai finanziamenti diretti, analizzati nei paragrafi precedenti, i prestiti Inpdap pluriennali garantiti non sono erogati dall’Inps, ma da banche e società finanziarie convenzionate e autorizzate. Come suggerisce il nome, questi prestiti godono di una speciale copertura da parte dell’ente previdenziale.

In particolare, l’Inps garantisce i rischi legati a:

  • premorienza del beneficiario;
  • riduzione dello stipendio del beneficiario;
  • cessazione dal servizio del titolare, senza diritto alla pensione.

Il finanziamento è rivolto ai soli iscritti della Gestione Unitaria per le prestazioni creditizie e sociali che sono in attività di servizio e assunti con contratto a tempo indeterminato. È richiesta anche un’anzianità contributiva presso il Fondo di almeno quattro anni, nonché minimo quattro anni di servizio effettivo nel rapporto di lavoro utili ai fini della pensione.

Quanto alle caratteristiche, i prestiti Inpdap pluriennali garantiti non sono legati a finalità imposte dall’Inps. È possibile quindi richiederli per qualsiasi ragione, senza necessariamente giustificare la domanda alla banca o finanziaria presso cui si presenta l’istanza.

La somma finanziabile è definita in base alle capacità di rimborso del beneficiario. Ossia moltiplicando la quota cedibile per il numero di mensilità previste dalla durata del rimborso, che può essere quinquennale o decennale. Le rate sono trattenute dallo stipendio, hanno cadenza mensile e l’importo non può superare la quinta parte della retribuzione netta del beneficiario. In altre parole, è una versione inconsueta della cessione del quinto.

Il tasso varia a seconda dell’istituto di credito che calibra gli interessi sul rischio di insolvenza associato al profilo del beneficiario. Questo non significa però che i prestiti garantiti siano poco convenienti. Complici le condizioni vantaggiose che si trovano nell’attuale mercato del credito, ma anche la convenzione con l’Inps.

Oltre a TAN e oneri bancari, sul prestito si applicano spese amministrative e un premio compensativo per l’Inps, a fronte della garanzia.

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Come funziona l’offerta Inps Inpdap prestiti cessione del quinto

L’ultimo componente dell’offerta Inpdap prestiti per dipendenti e pensionati è la cessione del quinto vera e propria. In questo caso, si tratta di un finanziamento in cui l’ente previdenziale non prende parte al contratto e non fornisce alcun tipo di garanzia.

In altre parole, i prestiti su cessione del quinto della pensione e cessione 5 stipendio Inpdap sono sottoscritti nel rispetto della normativa. Il beneficiario è tutelato dalle polizze obbligatorie contro rischio vita e rischio impiego. Ma anche dalle norme che impongono a banche e società finanziarie di non richiedere garanzie reali, né altre forme di tutela oltre alla presenza di un reddito fisso dimostrabile da stipendio o pensione.

Ai fini dell’accesso al credito è sufficiente la titolarità di un contratto a tempo indeterminato o una pensione. Sono tuttavia esclusi alcuni trattamenti, tra cui:

  • assegni sociali;
  • pensioni sociali;
  • invalidità civili;
  • assegni al nucleo familiare;
  • prestazioni di esodo ex art. 4, commi 1-7 ter, legge 28 giugno 2012, n. 92.

Anche in questo caso, la somma finanziabile è calcolata in base alle capacità di rimborso del richiedente. La durata massima per il piano di ammortamento è dieci anni, il tasso è fisso. L’erogazione avviene in tempi rapidi e il finanziamento non è finalizzato.

Come per ogni altra cessione del quinto, i prestiti Inpdap pensionati e dipendenti pubblici hanno rate a cadenza mensile con importo costante. La decurtazione è alla fonte, ad opera del datore di lavoro o dell’ente previdenziale. Va comunque chiarito che la concessione di prestiti Inpdap cessione del quinto è possibile non solo per le banche convenzionate, ma da parte di qualsiasi ente bancario che soddisfa i requisiti di legge.

In ogni caso, prima di richiedere un finanziamento è consigliabile confrontarsi con un consulente creditizio. Un professionista capace di individuare la soluzione migliore per il richiedente.

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