Piccolo prestito Inps gestione ex Inpdap. Guida completa
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Redazione Tipresto
Pubblicato il: 26/01/2022
Tempo di lettura: 5 minuti
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Piccolo prestito Inps gestione ex Inpdap. Guida completa

Erogato direttamente dall’Inps tramite l’apposito Fondo Credito, il piccolo prestito Inps gestione ex Inpdap prevede tassi di interesse agevolati, rimborso rateale e decurtazione della rata da stipendio o pensione. Aspetti che, sulla carta, sembrano estremamente vantaggiosi, ma il finanziamento è davvero così allettante? Quali sono i pro e contro del piccolo prestito?

Sommario

Importo finanziabile, tasso e spese del piccolo prestito Inps

Quando si analizza la proposta Inps gestione ex Inpdap piccolo prestito, il primo punto da affrontare è senza dubbio l’importo erogabile. Questo, a differenza di quanto accade con i comuni finanziamenti, ha un limite massimo predefinito.

Nello specifico, è possibile ottenere un importo corrispondente ad una mensilità di stipendio o pensione mensile percepita dal richiedente per ogni anno di durata dell’ammortamento. Somma che può essere raddoppiata quando il richiedente non ha in corso altre trattenute sulla busta paga o sull’assegno pensionistico.

 E poiché le durate ammesse sono di uno, due, tre e quattro anni, sono disponibili le seguenti opzioni.

  • Prestiti con durata di 12 mesi e importo di una o due mensilità percepite.
  • Piccolo prestito Inps ex Inpdap di 24 mesi e importo pari a due o quattro mensilità percepite.
  • Prestiti con durata di 36 mesi e importo corrispondente a tre o sei mensilità percepite.
  • Piccolo prestito con piano di rimborso di 48 mesi e importo pari a quattro o otto mensilità percepite.

È evidente quindi che la somma massima finanziabile è ben al di sotto di quella che si potrebbe ottenere con un comune prestito su cessione del quinto. Tipologia di finanziamento con cui il piccolo prestito Inps gestione ex Inpdap condivide il meccanismo di rimborso, ma non i vantaggi legati alla possibilità di dilazionare le rate per un massimo di 10 anni e all’erogazione di somme elevate.

Ma passiamo agli aspetti più tecnici del piano di rimborso. Il tasso di interesse è del 4,25%. A questo si aggiungono altri due oneri, che riducono ulteriormente la convenienza dell’operazione:

  • aliquota per le spese di amministrazione pari allo 0,5%;
  • premio per il fondo rischi, corrisposto in misura variabile in base ad età del richiedente e durata del prestito.

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Quali sono le condizioni di rimborso Inps piccolo prestito

Il rimborso del piccolo prestito Inpdap avviene con rate di ammortamento a cadenza mensile, composte da quota capitale e quota interessi. Come per i comuni prestiti su cessione del quinto, la somma da corrispondere non può eccedere un quinto del reddito netto percepito mensilmente dal beneficiario.

I pagamenti si realizzano tramite decurtazione diretta dalla busta paga o dall’assegno previdenziale. La detrazione avviene da parte dell’ente che eroga la pensione o del datore di lavoro.

La decurtazione della prima rata è stabilita per il secondo mese successivo alla data di erogazione del capitale. Le somme dovute a titolo di oneri amministrativi e per il premio spettante al fondo rischi sono trattenute al momento dell’erogazione del capitale.

Nel caso in cui il piccolo prestito Inps gestione ex Inpdap sia sottoscritto da un dipendente pubblico in attività di servizio che passa alle dipendenze di un altro ente pubblico, la ritenuta sulla busta paga diventa un onere della nuova amministrazione. Per quanto riguarda invece l’ipotesi di cessazione dal servizio prima dell’estinzione del debito, la rata passa automaticamente sulla pensione. In questo caso, la rata potrebbe essere rimodulata affinché non superi un quinto della pensione.

Qualora, in seguito al trasferimento del piccolo prestito Inps Inpdap dallo stipendio alla pensione, la trattenuta mensile venisse ridotta per non eccedere la quota cedibile del trattamento previdenziale, è previsto il ricalcolo del piano di rimborso. Non solo: la quota eccedente viene recuperata attingendo al Trattamento di Fine Rapporto o Fine Servizio del beneficiario.

Una ragione in più per valutare il piccolo prestito Inps gestione ex Inpdap con molta attenzione. Attivarlo a pochi anni dal pensionamento significa infatti rischiare di vedersi intaccare il TFR/TFS maturato. Come? Con l’applicazione di interessi calcolati secondo un tasso corrispondente a quello dei piccoli prestiti Inps ex Inpdap.

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Chi può fare richiesta Inps prestiti dipendenti pubblici e come

Possono ottenere il piccolo prestito Inps gestione ex Inpdap solo i lavoratori dipendenti e pensionati del settore pubblico iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, apposito Fondo Credito che provvede all’erogazione del finanziamento.

Ai fini dell’accesso al credito, il dipendente pubblico deve soddisfare ulteriori requisiti:

  • titolarità di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato ma non inferiore a tre anni. È fondamentale che il finanziamento sia estinguibile nell’arco della durata contrattuale.
  • Aver maturato minimo un anno di servizio continuativo, che sia utile ai fini della pensione.
  • Il percepimento di una retribuzione fissa, nonché continuativa per tutta la vita del contratto di prestito.

La domanda di piccolo prestito Inps gestione ex Inpdap va inoltrata online, sfruttando il servizio online dell’Inps. Una procedura non completamente elementare, l’Istituto mette infatti a disposizione un manuale utente. In alternativa, i soli pensionati pubblici possono ricorrere all’assistenza del Contact center Inps o di intermediari dell’ente previdenziale.

Alla richiesta va allegata una lunga lista di documenti, di cui fanno parte quelli riportati di seguito.

  • Ultima busta paga o cedolino pensione.
  • Documentazione anagrafica.
  • Dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesti che i documenti inoltrati sono originali e conformi alle disposizioni dell’Inps.

Ma anche seguendo con la massima attenzione la procedura di richiesta, chi inoltra la domanda non ha la certezza di ottenere il piccolo prestito Inps gestione ex Inpdap. Il finanziamento può essere rifiutato, nonostante la presenza di tutti i requisiti, perché il Fondo Credito ha terminato le risorse stanziate dall’Inps per l’erogazione dei prestiti agevolati.

Questo è uno dei principali svantaggi dell’offerta Inps ex Inpdap. Non sorprende che in molti preferiscano la tradizionale cessione del quinto, che spesso risulta altrettanto conveniente in termini di tassi. Comunque, prima di presentare domanda, meglio contattare un consulente creditizio per valutare pro e contro di ciascuna opzione.

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