Rinnovo cessione del quinto Inpdap, come funziona e quando è possibile
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Redazione Tipresto
Pubblicato il: 14/09/2022
Tempo di lettura: 5 minuti
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Rinnovo cessione del quinto Inpdap, come funziona e quando è possibile

L’accesso al credito a condizioni agevolate è uno dei vantaggi legati allo status di dipendente pubblico. A prescindere che siano in attività o a riposo, i dipendenti del settore pubblico e statale ottengono condizioni di vantaggio nell’accesso al credito, specie quando si parla di cessione del quinto. Ecco perché chi si trova ad aver bisogno di nuova liquidità avendo in corso una cessione del quinto ricorre al rinnovo cessione del quinto Inpdap.

Si tratta di una soluzione molto apprezzata da chi ha in corso una cessione del quinto e non vuole, o non può, attivare un prestito delega. Uno scenario in cui rientrano sia i pensionati che i lavoratori con in corso una doppia cessione.

Sì, perché da un lato i pensionati pubblici e statali non possono ottenere la delega di pagamento e il rinnovo cessione del quinto pensionati Inps risulta la soluzione migliore per ottenere nuova liquidità. Dall’altro chi ha già in corso sia la cessione del quinto che la delega di pagamento ottiene nuovo credito solo con il rinnovo cessione del quinto Inps.

Banche e società finanziarie infatti non sono disposte a concedere credito a chi ha già impegnato due quinti del proprio stipendio. Perché un profilo di questo genere comporta un eccessivo rischio di sovraindebitamento.

Senza contare che con i prestiti cessioni del quinto dello stipendio o della pensione, il rinnovo non richiede l’approvazione del datore di lavoro o dell’ente previdenziale che eroga la pensione. Di conseguenza, il richiedente ha la certezza di ottenere il capitale richiesto se la banca o finanziaria accetta la domanda. Il rinnovo cessione del quinto Inpdap segue infatti le comuni regole per rinegoziare cessione del quinto. Anche se si tratta di un prodotto a condizioni agevolate erogato in favore di un pensionato o di un dipendente pubblico.

Sommario

Rinnovo cessione del quinto Inps a tasso agevolato: ecco come funziona

Tecnicamente il rinnovo cessione del quinto Inpdap corrisponde all’estinzione del finanziamento in corso, con l’attivazione di una nuova cessione del quinto Inpdap. Il lavoratore o pensionato pubblico ottiene così nuova liquidità affrontando una fase di istruttoria semplificata rispetto a quella di un comune finanziamento su cessione del quinto.

Inoltre, la cessione del quinto viene concessa anche a chi ha avuto difficoltà nel pagamento dei passati finanziamenti. Questo perché la nuova cessione del quinto rispetta le regole applicate a tutti i finanziamenti di questo genere. Vale a dire la possibilità di ottenere il credito anche per chi ha avuto problemi, grazie al meccanismo di rimborso che caratterizza la cessione del quinto, con la rata mensile detratta alla fonte ad opera del datore di lavoro o dell’ente previdenziale che eroga la pensione.

La somma massima finanziabile viene definita in funzione della quota cedibile, ossia della rata massima detraibile dalla busta paga o pensione. Rata che nel rinnovo cessione del quinto Inpdap viene calcolata tenendo conto della salvaguardia della pensione minima. E chiaramente nel rispetto del limite massimo del 20% del reddito mensile percepito dal richiedente.

A fare la differenza nella definizione della somma massima finanziabile è anche la durata del piano di ammortamento. La normativa di riferimento impone un massimo di 120 rate mensili, ma non sempre viene concesso un finanziamento di tale durata. Specie quando si parla di richieste di prestiti pensionati Inps avanzate da pensionati abbastanza in avanti con gli anni. Solo alcune banche infatti sono disposte a concedere prestiti pensionati fino a 90 anni.

È frequente del resto che le richieste di rinnovo cessione del quinto pensionati Inps vengano rigettate per ragioni anagrafiche. Ma tra i motivi di rifiuto della domanda ci sono anche aspetti come uno stato di salute cagionevole, inadatto alla sottoscrizione della polizza vita obbligatoria.

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Tempi e condizioni per il rinnovo cessione del quinto Inps

Il rinnovo cessione del quinto Inpdap segue le stesse regole della comune rinegoziazione della cessione del quinto, indipendentemente dalle condizioni di favore applicate da banche e società finanziarie. Di conseguenza, pensionati e dipendenti pubblici possono presentare domanda solo a condizione che vengano rispettate le disposizioni dell’articolo 39 del DPR 180/50.

Entrando nello specifico, è possibile richiedere il rinnovo cessione del quinto Inpdap solo nei due seguenti scenari.

  • Rinnovo cessione del quinto pensionati e dipendenti dopo che il beneficiario del prestito ha rimborsato almeno il 40% delle rate di ammortamento che compongono il piano di rimborso.
  • Rinnovo cessione del quinto Inps prima che il beneficiario abbia rimborsato il 40% delle rate che compongono il piano di ammortamento. Ma solo a condizione che il finanziamento da estinguere abbia una durata pari a cinque anni e che con il rinnovo se ne attivi uno di durata decennale. Inoltre il nuovo prestito deve essere il primo finanziamento contro cessione del quinto di tale durata. Se il richiedente ha già attivato in passato una cessione decennale, non è possibile rinegoziare prestito.

I paletti imposti dalla cessione del quinto normativa non sono però l’unico aspetto di cui tenere conto prima di presentare domanda di rinegoziazione cessione del quinto Inps. Ecco perché la richiesta andrebbe sempre vagliata con il supporto di un consulente del credito specializzato in cessione del quinto.

Un esperto del settore che conosce pro e contro di questo genere di finanziamenti e che è in grado di valutare in maniera attendibile la fattibilità della domanda che si desidera avanzare. In questo modo si evita di vedersi rigettare la domanda di cessione del quinto, con tutte le spiacevoli conseguenze del caso.

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