Cos’è il prestito personale e come funziona: tassi, rimborso e garanzie
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Redazione Tipresto
Pubblicato il: 29/11/2021
Tempo di lettura: 6 minuti
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Cos’è il prestito personale e come funziona: tassi, rimborso e garanzie

Molto apprezzato dai contribuenti italiani, il prestito personale è una soluzione di credito al consumo con liquidazione della somma direttamente al beneficiario. A differenza di quanto accade con i prestiti finalizzati, infatti, l’importo non è vincolato ad acquisti specifici di beni o servizi. Quanto si ottiene? Le somme finanziabili raggiungono anche i 50.000 euro, con possibilità di rimborsare il credito in un periodo massimo di 10 anni.

Una volta accettata la richiesta, l’importo è accreditato al cliente, che ne dispone come meglio preferisce. Senza quindi dover giustificare la spesa e senza la presenza di rivenditori di beni e servizi convenzionati con la banca o altri intermediari.

Gli unici due soggetti coinvolti nella stipula del contratto sono quindi l’ente di credito finanziatore e il beneficiario. Questo aspetto è legato ad uno dei principali vantaggi dei prestiti personali, ossia il fatto che il beneficiario non è tenuto a specificare il modo in cui desidera utilizzare il denaro. Cosa che invece accade per i prestiti finalizzati.

Un altro aspetto che distingue i prestiti personali dai prestiti finalizzati è l’assenza di un bene o servizio che funge da garanzia in caso di insolvenza da parte del beneficiario. Non sussiste quindi alcun legame tra la sottoscrizione del finanziamento e il contratto di compravendita di un prodotto. Allo stesso modo non c’è un rapporto di collaborazione tra ente di credito e venditore.

Ciononostante, informare la banca o società finanziaria che eroga il prestito personale in merito alle finalità per cui si richiede il credito può consentire l’applicazione di tassi di interesse migliori. Non si tratta comunque di una regola, ma di un fattore che varia da caso a caso.

Sommario

Chi può ottenere i prestiti personali e quali sono le garanzie richieste

Ottenere un prestito personale è piuttosto semplice se si hanno garanzie sufficienti. Si tratta infatti di un prodotto distribuito da moltissime realtà del settore del credito, prime su tutte banche e società finanziarie. A seconda delle politiche adottate dall’ente di credito, la richiesta può essere avanzata online oppure effettuando le pratiche esclusivamente in formato cartaceo, con le procedure tradizionali.

In ogni caso, il mercato è popolato di offerte e trovare quella più conveniente non è semplice, a meno di affidarsi ad un esperto del settore. Solo un consulente finanziario è capace di agevolare il richiedente nella valutazione dei vari preventivi presentati da banche e società finanziarie. Nonché di aiutarlo nella raccolta dei documenti necessari ad ottenere il finanziamento, anche accorciando i tempi di erogazione.

Ma quali garanzie servono per ottenere un prestito personale? Anche se possono essere richiesti per qualsiasi ragione, i prestiti personali vengono accordati solo a fronte di una serie di garanzie. In particolare, il beneficiario è tenuto a soddisfare alcuni requisiti.

Innanzitutto, deve avere un’età generalmente compresa tra 18 e 70 anni. Necessaria poi la titolarità di un reddito dimostrabile, avvalorata dalla presentazione di una busta paga, cedolino pensionistico o delle passate dichiarazioni dei redditi (nel caso di autonomi, liberi professionisti, eccetera).

Solitamente invece non sono richieste garanzie reali come diritti di pegno o di ipoteca. Quindi il debitore non deve necessariamente attivare un’ipoteca sulla casa o su un altro bene di proprietà per ottenere il finanziamento. 

Quella che invece è la forma di garanzia più utilizzata nei prestiti personali è la firma di un terzo fideiussore o coobbligato, che fa da garante per il pagamento delle rate. La sua presenza è necessaria quando il richiedente ha un’anzianità lavorativa relativamente recente. Ma anche a fronte della richiesta di importi elevati.

Quando il finanziamento personale è subordinato a garanzie aggiuntive

Talvolta può succedere però che l’istituto di credito ponga l’attivazione di ipoteche o pegni come condizione per l’erogazione di somme piuttosto alte. Oppure per tutelarsi dal rischio di insolvenza qualora il profilo del richiedente non sia ritenuto abbastanza affidabile. 

Allo stesso modo, in alcune situazioni banche e società finanziarie richiedono ai clienti la sottoscrizione di contratti di prestito personale che stabiliscono la cambializzazione delle rate. Si tratta comunque di scenari da considerare come casi limite e che solitamente riguardano solo profili creditizi con una scarsa affidabilità. 

Accade più spesso invece che, per ridurre il rischio di insolvenza, gli istituti di credito richiedano la sottoscrizione di prodotti assicurativi contestualmente alla stipula del finanziamento personale. Le polizze contro il rischio vita e il rischio impiego sono le più gettonate, chiaramente ponendo la copertura in relazione al finanziamento.

Quindi, in caso di morte o perdita del lavoro prima dell’estinzione del debito, la compagnia assicurativa provvede a saldare il finanziamento, o a corrispondere le rate fino a quando il beneficiario non trova un nuovo impiego. Le condizioni possono comunque variare da caso a caso, a discrezione della compagnia assicurativa che eroga la polizza. 

Prima di accettare la sottoscrizione di una polizza assicurativa è comunque consigliabile valutarne l’incidenza in termini di spesa. Spesso prodotti di questo tipo tendono a risultare piuttosto costosi, seppur legati a diversi vantaggi, soprattutto in relazione alla tutela dei familiari del debitore.

Va poi ricordato che, in fatto di garanzie, i prestiti personali non hanno delle regole fisse. Le condizioni per l’accesso al credito variano molto in funzione del profilo del richiedente, della somma richiesta e delle politiche applicate dall’istituto di credito. Sebbene banche e società finanziarie siano tenute al rispetto di alcune direttive generali e a sottostare alle norme stabilite dalla Banca d’Italia.

Tasso e durata finanziamenti prestiti personali: come avviene il rimborso

Se fino a questo punto abbiamo parlato degli aspetti che influiscono sull’accesso al credito, passiamo ora alle condizioni da valutare prima di presentare una richiesta prestiti personali. Queste sono frequenza delle rate, durata del piano di rimborso e tipo di tasso. Aspetti che determinano l’andamento dell’ammortamento e che chiaramente incidono direttamente sulle finanze del beneficiario per periodi di tempo anche molto lunghi. 

Per prima cosa è necessario chiarire che solitamente il prestito personale ha tasso fisso e rate di importo costante. La somma finanziata, in generale, va da un minimo di 1.000 euro a un massimo variabile, che può arrivare a 50.000-60.000 euro.

Le rate hanno cadenza mensile e possono essere corrisposte con trattenuta diretta dal conto corrente, oppure tramite bollettini postali. Quanto alla procedura di erogazione, invece, il prestito personale prevede l’immissione diretta di liquidità in favore del richiedente, solitamente tramite accredito sul conto bancario. 

Come trovare il miglior prestito personale? L’analisi non è elementare, ma sicuramente il valore da tenere a mente è il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale). Questo rappresenta il valore complessivo del finanziamento, espresso in percentuale e su base annua. Da non confondere con il TAN (Tasso Annuo Nominale), include:

  • gli interessi;
  • le spese di istruttoria;
  • gli oneri accessori;
  • le spese assicurative a carico del cliente. 

Confrontare il TAEG dei vari preventivi presentati da banche e società finanziarie consente di scremare velocemente le proposte, individuando le più convenienti. Una regola da tenere bene a mente, soprattutto quando ci si trova di fronte a proposte di prestiti personali tasso zero, che di frequente hanno un TAN dello 0% ma TAEG decisamente più alto. Tuttavia, per avere la certezza di individuare il prestito personale che meglio si adatta alle proprie esigenze, la soluzione più efficace è rivolgersi ad un consulente finanziario.

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