Pro e contro del prestito senza cessione del quinto
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Redazione Tipresto
Pubblicato il: 24/12/2021
Tempo di lettura: 6 minuti
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Pro e contro del prestito senza cessione del quinto

Quando ci si rivolge al mercato dei finanziamenti, vanno considerati tanti aspetti e i requisiti sono senza dubbio uno dei più importanti. Dipendenti e pensionati di solito ricorrono alla cessione del quinto, ma per chi non ha la possibilità o non intende approfittare di questa opportunità, quali sono le alternative? Passiamo in rassegna le opzioni che figurano nell’ambito del cosiddetto prestito senza cessione del quinto.

Sommario

Perché è sbagliato parlare di prestiti per cattivi pagatori senza cessione del quinto

I prestiti senza cessione del quinto sono, come suggerisce il nome, prodotti che non prevedono la decurtazione diretta della rata dalla busta paga o dal cedolino pensione. Rientrano in questa categoria i prestiti personali, che prevedono il rimborso delle rate ad opera del richiedente tramite RID, cedolini o altre forme di pagamento.

Spesso c’è la tendenza ad associare i prestiti personali senza cessione di stipendio o pensione a beneficiari che hanno una scarsa affidabilità creditizia, ma si tratta di un errore. Chi ha avuto problemi nel rimborso di passati finanziamenti o mutui, risultando quindi segnalato come cattivo pagatore, difficilmente ottiene credito dalle banche, a prescindere dal tipo di prodotto a cui ricorre.

In altre parole, i prestiti no cessione del quinto non sono sinonimo di finanziamenti a cattivi pagatori e protestati. Anzi, per chi è segnalato nei database SIC e CRIF, la cessione del quinto è da considerare come l’unica via davvero percorribile per ottenere credito. Solo a fronte delle garanzie fornite da questo genere di prestito una banca o società finanziaria sarà disposta ad accordare un prestito.

La ragione? Semplice, la cessione del quinto prescinde dalla presenza di segnalazioni nei database sul merito creditizio perché dà alla banca la garanzia di una decurtazione diretta della rata, oltre che delle polizze assicurative obbligatorie previste per legge.

Chi non ricorre a questo genere di finanziamento è comunque chiamato a presentare delle garanzie sufficienti a tutelare la banca dal rischio di insolvenza. Un profilo in cui non rientrano i segnalati come cattivi pagatori, protestati o pignorati.

Anche in termini economici, il prestito senza cessione del quinto è spesso sconsigliato nel confronto con la cessione del quinto. Nonostante il finanziamento personale non preveda polizze obbligatorie, i costi per il contribuente sono del tutto equiparabili, se non addirittura più alti.

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Chi può ottenere prestiti personali senza cessione di stipendio o pensione

Fermo restando che, per chi ha la possibilità di ottenerla, la cessione del quinto è la soluzione più consigliata per ottenere credito, passiamo all’analisi dei beneficiari del prestito senza cessione del quinto. In linea di massima, possono ottenere questo genere di finanziamento quanti rientrano nelle seguenti casistiche.

  • Lavoratori autonomi, liberi professionisti e altri soggetti che non dispongono di una busta paga o pensione, ma hanno un reddito fisso da lavoro.
  • Lavoratori dipendenti e pensionati che hanno già impegnato un quinto di stipendio o pensione per un finanziamento, a condizione di riuscire a mantenere un rapporto rata-reddito accettabile per la banca.
  • Lavoratori dipendenti che non intendono ricorrere al meccanismo della trattenuta alla fonte della cessione del quinto.

Passando all’importo erogabile, il prestito personale consente di ottenere fino un massimo di 60.000 euro. Tuttavia la somma varia in funzione del profilo del richiedente e dell’affidabilità attribuita ad esso dalla banca. La richiesta può essere presentata da qualsiasi banca o società finanziaria.

Mentre per la durata del progetto di rimborso, va sempre tenuto presente un periodo massimo pari a 10 anni. Questa soglia viene raggiunta esclusivamente per i prestiti che implicano importi particolarmente rilevanti. Per cifre contenute, si preferiscono scadenze di breve termine.

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Pro e contro dei prestiti senza cessione del quinto

Solitamente il prestito senza cessione del quinto non sia l’opzione più conveniente per chi ha uno stipendio o una pensione, le varie soluzioni che rientrano in questa categoria sono però accomunate da un interessante vantaggio. Questo risiede nell’importo massimo previsto per la rata di ammortamento.

Se con la cessione del quinto il beneficiario è tenuto a sostenere una rata massima pari al 20% dello stipendio o pensione netta, con i finanziamenti senza cessione non è così. La rata può toccare anche il 30% del reddito percepito mensilmente, soglia limite generalmente applicata dalle banche per l’accettazione delle richieste di prestito personale.

Questo maggiore valore della rata permette di gestire un piano di rimborso meno esteso nel tempo e, di conseguenza, una quota di interessi potenzialmente più bassa. Ma anche di ottenere somme più alte, poiché l’importo finanziabile è strettamente collegato all’entità dei pagamenti mensili.

Come già chiarito, è comunque indispensabile presentare delle garanzie all’istituto di credito. E se il richiedente ha un’anzianità professionale ridotta o non ha alcuno storico creditizio (perché non ha mai sottoscritto un finanziamento) si va oltre il reddito costante e l’assenza di segnalazioni.

In questi casi infatti servono garanzie aggiuntive, come ad esempio la presenza di un garante, che andrà a farsi carico della responsabilità di rimborsare l’ente erogatore nell’eventualità di problemi nel processo di rimborso. Più raramente è accettato, come garanzia ulteriore, un vincolo sul Trattamento di Fine Rapporto accantonato.

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La figura del garante nei prestiti no cessione del quinto

Come già accennato, nella categoria del prestito senza cessione del quinto ricadono anche i finanziamenti con garante. Un’opzione indicata per chi può presentare all’istituto di credito una figura capace di farsi carico del rimborso qualora il primo debitore risultasse inadempiente.

Ai fini della concessione del credito, il garante deve disporre di un eccellente profilo creditizio. Ciò riguarda sia lo stato patrimoniale, sia l’affidabilità creditizia. Solitamente possono ricoprire questo ruolo quanti possono contare su di un contratto di lavoro a tempo indeterminato e non figurano tra i cosiddetti cattivi pagatori. Non solo. La banca può richiedere al garante anche garanzie reali, proporzionali alle somme coinvolte nel finanziamento.

Com’è facile intuire, per chi non ha particolare competenza, individuare il prestito senza cessione del quinto più adatto alle proprie necessità è tutt’altro che banale. Fare una scelta sbagliata ha serie ripercussioni, sia dal punto di vista economico nell’immediato, per effetto di una rata troppo impegnativa per le proprie capacità di rimborso. Ma anche nel lungo termine.

Sì, perché attivare il finanziamento sbagliato può comportare l’impossibilità di fruire di un nuovo prestito anche se cattivo pagatore senza cessione del quinto. La preparazione professionale di un consulente del credito permette di districarsi con efficacia nel complesso mercato dei finanziamenti, selezionando così il prestito che davvero risponde alle proprie necessità.

Sono del resto molteplici gli aspetti tecnici da considerare nella valutazione delle condizioni contrattuali del prestito senza cessione del quinto. E senza una solida specializzazione in questo ambito, diventa molto difficile orientarsi e trovare il prodotto giusto.

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