Cosa sapere sul prestito cambializzato e perché non viene concesso
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Redazione Tipresto
Pubblicato il: 27/12/2021
Tempo di lettura: 5 minuti
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Cosa sapere sul prestito cambializzato e perché non viene concesso

Estremamente diversi dai comuni prestiti personali, i finanziamenti con cambiali sono storicamente associati ai cattivi pagatori. Una categoria, quest’ultima, a cui ormai la maggior parte di banche e finanziarie non concedono credito a meno di ricorrere alla cessione del quinto. Solo alcuni operatori specializzati concedono oggi il prestito cambializzato, un prodotto che al momento non rientra tra quelli trattati dai consulenti del credito iscritti a TiPresto.

Sommario

Cosa sono i prestiti cambializzati e perché le banche non li concedono

Perché oggi è così difficile ottenere un prestito cambializzato? Intanto perché si rivolge per sua natura ad un pubblico che le banche vedono con diffidenza. Questo rappresenta infatti l’ultima alternativa per chi è alla ricerca di credito, è segnalato come cattivo pagatore, ha subito un protesto o un pignoramento.

Tanti elementi che tracciano un profilo chiaramente poco affidabile dal punto di vista di un ente di credito. A cui nella grande maggioranza dei casi si aggiunge l’impossibilità di ottenere una cessione del quinto, ossia l’assenza di una busta paga o di un cedolino pensione.

Un ulteriore aspetto a sfavore dei prestiti cambializzati riguarda l’uso delle cambiali stesse. Queste possono essere associate all’intero capitale prestato (con un solo titolo che scade alla data prevista per l’estinzione del debito) oppure corrispondere alle rate (sottoscrivendo quindi un numero di titoli esecutivi equivalente a quello dei pagamenti periodici).

In ogni caso, le cambiali rappresentano un grosso handicap dal punto di vista della banca, perché non danno alcuna effettiva garanzia del rimborso del credito da parte del debitore. E in più prevedono tutta una serie di procedure per la gestione dei vaglia cambiari, sia in merito alla conservazione che per quanto riguarda la consegna in banca. Fastidi che le banche e le società finanziarie preferiscono evitare, rinunciando direttamente all’erogazione di questo genere di prestito. 

Ecco quindi spiegato perché ormai pochissimi enti di credito concedono il prestito cambializzato e, per quale ragione, su TiPresto non è registrato chi fa i prestiti cambializzati.

Caratteristiche e funzionamento dei finanziamenti cambializzati

Quando si tratta di richiedere un finanziamento, solitamente non si incontrano particolari difficoltà quando chi presenta la domanda ha un buono storico creditizio. Ma la questione si complica quando il richiedente è un cattivo pagatore. Purtroppo, infatti, quanti non dispongono di un buon profilo nei database SIC e CRIF hanno pochissime (o quasi nulle) opportunità di ottenere finanziamenti.

È in questi casi che l’utente deve individuare delle alternative ai tradizionali prestiti personali. Ma a meno di disporre di un reddito fisso dimostrabile da cui decurtare la rata di ammortamento tramite una cessione del quinto, accedere al credito è praticamente impossibile. È comune che chi non riesce ad ottenere una cessione del quinto veda nel prestito cambializzato un’alternativa, ma in linea di massima è una strada impercorribile, anche in funzione delle poche banche e società finanziarie disposte a concederlo.

Ma come funzionano i finanziamenti cambializzati? Stiamo parlando di una linea di credito che non prevede l’indicazione delle finalità di utilizzo e rientra quindi tra i finanziamenti non finalizzati. Ciò significa che non è necessario presentare la motivazione al momento della domanda. 

Come lascia suggerire la denominazione stessa, in questo genere di prodotti finanziari il pagamento si realizza mediante il ricorso a cambiali. Generalmente viene disposto un tasso di interesse fisso, che rende più semplice valutare la sostenibilità del piano di rimborso. Resta costante anche la somma mensile che il debitore deve corrispondere.

Le cambiali costituiscono un elemento di garanzia per l’ente erogatore. Qualora il debitore non rispetti gli impegni assunti, l’istituto di credito interverrà procedendo al pignoramento dei beni.

Pro e contro del prestito cambiali: cosa sapere prima di presentare domanda

Un indiscutibile vantaggio dei finanziamenti cambializzati, rispetto ai comuni prestiti personali, è l’estensione della platea dei potenziali beneficiari. Possono infatti approfittarne anche quanti hanno avuto problemi di rimborso di altre linee di credito. 

È una tipologia di prestito senza cessione del quinto che può essere presentata da qualsiasi banca o società finanziaria, ma solitamente ad offrirla sono solo enti di credito specializzati nel settore. Per quello che riguarda gli importi, nella maggior parte dei casi non sono molto elevati, limitandosi a poche migliaia di euro. Ma presentando garanzie adeguate si potrebbero anche superare i 30.000 euro.

Mentre per la durata del progetto di rimborso, va sempre tenuto presente un periodo massimo pari a 10 anni. Questa soglia viene raggiunta esclusivamente per i prestiti che implicano importi particolarmente rilevanti. Per cifre contenute, si preferiscono scadenze di breve termine. 

Come già chiarito, è comunque indispensabile presentare delle garanzie all’istituto di credito. Tra queste troviamo senza dubbio il Trattamento di Fine Rapporto e/o la disponibilità di un garante. Questo andrà a farsi carico della responsabilità di rimborsare l’ente erogatore nell’eventualità di problemi nel processo di rimborso. 

Va poi tenuto conto che i tassi di interesse da affrontare sono tendenzialmente più elevati rispetto ai tradizionali prestiti personali. Senza contare il rischio di pignoramento dei propri beni e la conseguente impossibilità di accedere a nuovi finanziamenti, inclusi i prestiti personali senza cessione, almeno fino a quando non è stato completato il rimborso. 

Prima di consultare lista delle agenzie erogano prestiti cambializzati vanno quindi considerati tutti questi fattori. Sempre ricordando che il prestito cambializzato è una soluzione difficile da percorrere, perché considerato un prodotto troppo rischioso dalla maggior parte delle banche. E andrebbe valutata solo come ultima possibilità di ottenere le somme necessarie.

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