Quanto costa un prestito: dal TAN al modulo SECCI
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Redazione Tipresto
Pubblicato il: 01/08/2022
Tempo di lettura: 3 minuti
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Quanto costa un prestito: dal TAN al modulo SECCI

Quanto costa un prestito? È questa la prima domanda che si fa la maggior parte dei contribuenti quando si trova a dover ricorrere ad un finanziamento. La risposta non è così semplice da individuare, perché gli aspetti da considerare sono numerosi. 

Per valutare i costi di un prestito è prassi comune utilizzare come primo riferimento il tasso di interesse, ossia il TAN. Il valore è senza dubbio rilevante, poiché indica gli interessi annui applicati sul capitale, ma non le varie spese del finanziamento.

Ecco perché è sempre consigliato utilizzare come parametro di riferimento il TAEG. Questo è il tasso annuo complessivo del finanziamento, indica in misura percentuale il costo totale del prestito, ovvero tutte le spese che il beneficiario deve necessariamente sostenere. Non sono incluse eventuali spese che potremmo definire facoltative. Ad esempio le polizze assicurative sul rischio vita nei prestiti personali che non sono erogati in forma di cessione del quinto.

Il TAEG viene calcolato tenendo conto di aspetti come:

  • spese di istruttoria;
  • spese di incasso rata;
  • oneri assicurativi obbligatori.

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Perché controllare il contratto per valutare quanto costa un prestito in banca

Quali sono gli ulteriori fattori di cui tenere conto per capire quanto costa un prestito? Il TAEG resta il principale punto fermo per comprendere costi e convenienza della proposta. Ed è utile anche come metro di paragone delle diverse offerte: quella con il TAEG più basso è la meno costosa.

Ci sono però ulteriori aspetti da chiarire. Sebbene non tutti gli istituti di credito lo facciano, ci sono banche che impongono l’apertura di un conto corrente come condizione per la concessione del credito. In questi casi quindi per una corretta analisi, ad esempio, di quanto costa un prestito di 5000 euro, andrebbero aggiunte le spese per il conto corrente, che altrimenti non si sarebbero sostenute.

Quanto ai costi che si vanno a sostenere nell’eventualità di ritardi nel rimborso, questi non sono considerati nel TAEG. Ma di certo penali e interessi di mora andrebbero valutati prima di sottoscrivere il finanziamento. Lo stesso vale per le eventuali spese una tantum e ogni altro costo previsto dal contratto. 

Come avere un quadro completo? Consultando il modulo SECCI. Si tratta del modello informativo rispondente alla normativa europea che deve essere consegnato gratuitamente al richiedente prima della firma del contratto. Capita però che a volte gli operatori si dimentichino di presentare immediatamente il documento al soggetto che inoltra la domanda di finanziamento. Ecco perché è consigliabile richiedere sempre il SECCI, anche se in teoria sarebbe compito dell’istituto produrlo senza bisogno che il cliente ne faccia richiesta.

Tutto questo però non mette al riparo dal rischio di fare una scelta sbagliata. Trovare il prestito perfetto per le proprie esigenze è un’operazione piuttosto complessa, che richiede competenze specifiche. L’ideale è contattare un consulente del credito e farsi aiutare nella selezione del prodotto giusto.

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